Questa che va concludendosi è stata una settimana stressante, per cui voglio deliziarmi con un album rilassante. Lo so, ho scelto un altro album omonimo del gruppo, The XX – XX, ma giuro non l’ho fatto di proposito!


La band nasce per gioco a Wandsworth, a Sud-Est di Londra, da quattro amici della Elliot School, casa base di Four Tet, e scusate se è poco.

Durante le prove le note più gettonate sono quelle dei Pixies funkyzzati, e sarebbe tutt’ora un allegro 3 Sette tra compari se l’album d’esordio, autoprodotto e pubblicato da Young Turks, non fosse stato prodotto per acclamazione da Rolling Stone, Allmusic, Pitchfork e NME nel 2009.

Musica minimal. Un indie pop con tocchi di elettronica e garage music. Oltre ad essere due grandi musicisti, Oliver Sim e Romy Madley Croft si rivelano due intelligenti e talentuosi cantanti, accompagnati da quel mostro di Jamie xx, che porco due che beat!

L’intero disco potrebbe essere paragonato ad un armadio tutto dedicato ad una giornata di pioggia, un album che ti veste a cipolla, perché ogni brano è come un indumento per un piovoso pomeriggio d’estate londinese. Indie. Hype. New sensation.

  • Intro.

Immaginatevi completamente nudi, magari dopo una bella doccia.

Intro è la biancheria. E’ quello che non si vede ma che tiene al caldo e che si incastra sotto tutto il resto. La traccia è breve ma è il preludio a quello che sarà tutto il resto del disco: una musica semplice, studiata e minimal. Echeggianti note di chitarra su un beat elettronico e un lieve coro cantato.

  • Vcr.

La maglia più morbida dell’armadio, la più soffice, con quel delicato synth iniziale che sembrerebbe quasi un rimando alla simbolica serenità infantile, seguito dal caldo abbraccio delle voci dei due, che poi saranno un topos in tutti i restanti brani.

  • Crystalized.

Questo brano è decisamente come il paio di pantaloni più sexy che il vostro guardaroba possa offrire. Le due voci si intrecciano in modo molto sensuale, come due lingue si fondono durante un bacio. Crystalized è stato designato singolo della settimana da iTunes nel Regno Unito il 19 agosto 2009.

  • Islands

Il quarto anello della cipolla è Islands, una felpa molto calda, un regalo speciale, fatto da qualcuno speciale. E’ una canzone d’amore molto intensa e bella, il testo è intelligentemente scritto e si amalgama bene nei beat, nei riff e nelle linee vocali che neppure questa volta deludono. Il brano si chiude con uno dei momenti migliori di xx.

  • Heart Skipped A Beat

Heart Skipped A Beat è un caldo paio di guanti.  Il tessuto è sempre segnato dalla stessa texture: un punto a croce di voci, chitarre soffici e beat cucito su misura.

  • Fantasy

È una stravagante bombetta; il pezzo più particolare dell’album, in cui The xx tradiscono le influenze ambient e post-rock. Il brano è di un velcro permeato da un’atmosfera eterea, il basso è il lustrino di raso che rincorre la bombetta per tutta la sua circonferenza, mostrando la trama di onde a bassa frequenza per la chitarra echeggiante. Probabilmente troppo breve, ma pur sempre una bombetta molto carina.

  • Shelter

L’impermeabile, lo scudo di cui si parla durante il brano. Un pezzo molto lento e, sebbene uno dei miei preferiti, probabilmente uno di quelli meno memorabili.

  • Basic Space

Basic Space è l’ottavo anello della nostra cipolla. Non è un brano eccezionale, comparato ai precedenti, per cui l’associo a un para orecchie senza il quale probabilmente staremmo bene comunque.

  • Infinity

Con questo pezzo torniamo un po’ sul livello dei precedenti. Infinity ci avvolge come una bellissima sciarpa lunga e calda attorno al collo e alla testa. Rincorsa per tutta la sua lunghezza da un merletto impreziosito dalle voci dei due su una texture a sfumare di un delicato assolo di chitarra.

  • Night Time

Il paio di scarpe più belle di tutta la collezione, che poggia bene sui calzini che già avevano cominciato a scaldare l’atmosfera. Forse un brano troppo malinconico, ma a me piace tanto così! I lacci delle voci continuano ad incrociarsi per legarsi in un beat su una chitarra molto evocativa.

  • Stars

Questo è l’ombrello che chiude l’album e ci prepara ad uscire sotto la pioggia. Un pezzo davvero bello, anche se niente di estremamente interessante.

 

Il bello di questo armadio, però, è che il suo contenuto è davvero stupefacente: gli indumenti sono diversi ma tutti dello stesso colore, qualche sfumatura qua e là, senza sbalzi eccessivamente creativi.

C’è una mancanza di originalità: gli accordi di chitarra presi a prestito dalla prima new wave, il tocco soave sulle pelli, la stessa voce sovrapposta dei due cantanti, nulla di memorabile. Di fatti non è questo l’odore di cui profumano i brani. Che importa se The xx, durante l’intero album, ripetono la stessa canzone per undici tracce. È davvero difficile accorgersene! I quattro di Londra, tra una partita a chiacchiere e una canzone scritta, autoprodotta e mixata di notte, hanno trovato l’abito che fa al caso del proprio monaco.

Ma arriviamo anche questa volta all’artwork. La copertina originale rispecchia a pieno l’alone minimale che si è espanso attorno al disco, con la sua X in negativo su fondo nero.

Il remake della cover, nonché l’immagine copertina dell’articolo, invece sono opera di Resli Tale, illustratrice del collettivo della Massoneria, che imparerete a conoscere e ad apprezzare album dopo album, durante il percorso nel quale ci siamo appena addentrate assieme.

The XX, cover originale dell'album

The XX, cover originale dell’album

The XX, remake ad opera di Resli Tale

The XX, remake ad opera di Resli Tale