Autunno caldo questo per gli amanti delle serie tv. Mentre attendiamo che torni The Walking Dead e finalmente sapremo chi sia caduto sotto ai colpi di Neegan, ci possiamo tuffare nel mondo western-fittizio di Westworld in onda sull’americana HBO e in Italia sulla piattaforma Sky.

Curata da J. J. Abrams (Lost, Fringe… davvero ho bisogno di spiegare chi sia Abrams?) e Jonathan Nolan (fratello del più famoso regista Christopher), questa serie è tratta dalla sceneggiatura di Michael Crichton. Creatore dell’omonimo film del 1973, nel quale un giovane Yul Brynner interpretava un pistolero-androide “impazzito” in un parco a tema costituito composto da tre mondi: medievale, romano e western.

westworld

Locandine a confronto: 1973 – 2016

 

La nuova serie tratta la parte western in maniera molto accurata e moderna.

Una sorta di “arena” estesa di Hunger Games con trame e sottotrame pilotate da uno sceneggiatore per il divertimento dei ricchissimi visitatori, liberi di fare ciò per cui pagano: avventure, romanticismo, ma più sovente omicidi, sparatorie e stupri.

Il cast è ricchissimo di attori famosi. Si cominci col grande Anthony Hopkins, il primo costruttore delle attrazioni, il sadico Ed Harris, alla ricerca di un livello segreto del “gioco”, e la matrona del bordello interpretata da Thandie Newton.

Westworld dolores

Due dei protagonisti: Dolores e Teddy

Mentre nella vecchia pellicola i buoni erano gli umani visitatori del parco, in questa versione 2016 gli abusi subiti dai poveri androidi dalle fattezze umane ci fanno passare dalla loro parte.
Si empatizza infatti più per la giovane e bella robot Dolores (Evan Rachel Wood) che per i ricchi e viziati visitatori.

Diversi punti di vista ci fanno vivere la storia più e più volte in una sorta di effetto “giorno della marmotta“. Le variabili si susseguono ma la trama di fondo è sempre simile, se non identica.

Finché qualcosa non va storto.

Dopo un aggiornamento, gli androidi iniziano a comportarsi in modo anomalo.
La memoria virtuale, nonostante si resetti ad ogni ciclo di racconto, viene arricchita dalle esperienze passate. Iniziano a emergere alcuni ricordi che mandano in crisi tutto il sistema, facendoli sfuggire al controllo degli esseri umani e inducendoli a dubitare della realtà del mondo in cui vivono.

Nelle prime puntate i comportamenti insoliti vengono analizzati e risolti, ma per i casi più gravi c’è una soluzione più drastica: lo spegnimento del soggetto.

Sono molto curiosa di vedere come procederà questa serie tv. Per ora Westworld è una delle più interessanti novità dopo Stranger things di cui abbiamo già parlato qui.

La sigla è stata composta dal pluripremiato Ramin Djawadi (lo stesso del Trono di spade). Veramente molto struggente e ben realizzata.