La cosa che abbiamo sempre adorato dell’incisione è la gestualità, la spontaneità dei movimenti del corpo che entrano in sintonia con l’emotività dei sensi. Penserete che questa tecnica, poiché riproduce in serie un soggetto, sia una pratica noiosa. E invece no! Nell’elaborazione segnica e nella stampa le variabili sono così tante che l’unico limite è la non conoscenza!
Vi aiuteremo quindi a riconoscere le varie tecniche e come il segno riesca a manifestare le sensazioni dell’incisore.

Inizieremo con la potenza dell’acquaforte e le linee di Giovanni Battista Piranesi, detto Giambattista.

L’acquaforte, come vi abbiamo anticipato nel primo articolo, fa parte delle tecniche indirette. È tra le più usate per la libertà dei gesti dell’incisore. I suoi segni risultano “nervosi”, per via della corrosione dell’acido nitrico.

Passaggi fondamentali per realizzare un’Acquaforte

Come mostra la GIF qui sopra, il procedimento prevede che la lastra, ben sgrassata, venga ricoperta con uno strato sottile e uniforme di vernice: una miscela di cera e bitume, poi annerita dal calore e dal fumo di una fiamma. Il disegno viene quindi eseguito scalfendo questa vernice con una punta di ferro a mano libera o tramite ricalco con carta carbone per ricamo. Laddove questa miscela viene asportata, rimane scoperta la lastra di metallo che viene poi corrosa da bollicine di gas che si sviluppano nei solchi per immersione in un acido. Le parti della lastra ancora ricoperte dalla vernice restano integre. Ogni passaggio nell’acido viene chiamato morsura. Ad ogni immersione il solco aumenta, producendo in stampa un tratto più deciso. Il contrasto tra segni poco e molto corrosi dall’acido conferisce profondità all’elaborato.

L’acquaforte è considerata un grande tecnica espressiva, ed è stata quella di cui si è servito maggiormente Giambattista per trasmettere le sue visioni. L’ha usata con libertà e spregiudicatezza, sperimentando e variando continuamente nei modi più vari. L’acquaforte si adattava molto alla personalità di questo artista, che disegnava pensando ai chiaro scuri che avrebbe ottenuto a lavoro finito. Caratteristiche peculiari nel suo stile sono state le morsure profonde, l’intensità di tono, la capacità di eliminare le sfumature che favorivano i grigi, i segni incisi in più sensi e orientati nella direzione della prospettiva per dare risalto agli oggetti. Il ritorno più volte sullo stesso rame, già inciso, con rielaborazioni e rimorsure e l’uso variato degli inchiostri ha dato spesso risultati di colore ed effetti pittorici sorprendenti.

Grande opera di Piranesi, la più onirica e vertiginosa, è la serie delle 16 incisioni “Carceri d’invenzione, realizzata nel 1745/50.

Visioni allucinate di carceri buie e terribili che, secondo la scrittrice belga Marguerite Yourcenar, sono:

“una delle opere più segrete che ci abbia lasciato in eredità un uomo del XVIII secolo. La negazione del tempo, lo sfalsamento dello spazio, la levitazione suggerita, l’ebbrezza dell’impossibile raggiunto o superato. Hanno le peculiarità del sogno, o meglio dell’incubo”

 

 

Si viene catapultati in una  vertigine provocata dalle forme labirintiche, dagli inganni prospettici, dall’affollarsi e moltiplicarsi di figure che Giambattista controllava vigile e con previsione, costruendo un mondo geometrico.

Rivoluzionando gli stilemi canonici della rappresentazione della prigione – gabbie di ferro o celle chiuse da grosse sbarre – l’artista esponeva l’angoscia di una concezione dell’esistenza come eterno ritorno del dolore e del male.

 

 

Grazie alle molte possibilità che l’incisione offre in fase di stampa, le Carceri furono nuovamente rielaborate su indicazione di Bouchard, l’editore di Piranesi, per renderle più scure e contrastate, ed ottenere così un effetto più teatrale.

 

 

Inutile dirvi come questa serie abbia influenzato costruzioni di prigioni, scenografie teatrali, cinematografiche, nonché artisti romantici e surrealisti, ma anche contemporanei… Escher, ad esempio, vi dice nulla!?

XVI - Il muro con le catene

XVI – Il muro con le catene

 

Di seguito vi lasciamo qualche consiglio per approfondire quanto vi abbiamo raccontato sin qui!

Lettura: Marguerite Yourcenar, saggio La mente nera di Piranesi

Lettura: Volumi dell’Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca Editori d’arte

Visita:  Istituto Nazionale della Grafica, Roma

Musiche: ciclo Figuralmusik, ispirato dall’opera “Carceri d’invenzione” di Giovanni Battista Piranesi