Che ne dite se oggi vi raccontiamo una bella favola incisa?
Da un romanzo di Restif de La Bretonne del 1781. Si tratta de “La Découverte australe par un homme volant, ou Le Dédale français” (La scoperta australe da parte di un uomo volante, o il dedalo francese).

“Un’utopia sociale e politica, tra fantasia e scienza, fiction e viaggio di scoperta”.

Rétif la fa illustrare dal suo stilista preferito, Louis Binet (del quale, purtroppo, sappiamo molto poco).

Ritrattodi Nicolas-Edme Restif de la Bretonne, 1784, realizzato da Louis Binet

Ritratto di Restif de la Bretonne di Louis Binet

Ma bando alle ciance e cianciamo sta favola!

Questa è una storia di fantascienza, amore e saggezza. Victorin è un giovane del popolo, innamorato di Christine, figlia di un nobile. Il giovane è disposto a tutto per lei e progetta una macchina voltante, con l’aiuto di un servo ingegnoso. Ne costruisce le ali con un panno di seta e ossa di balena per sostenerle. Per amore, Victorin, diventerà un uomo volante e potrà rapire Christine e portarla con sé, in un regno ai confini del mondo, dove governare insieme. Quindi sceglie un Monte inaccessibile,  dove è possibile arrivare solo per via aerea. Vi porta piante, frutta e verdura, attrezzi agricoli, animali domestici, servitori del padre di Christine e anche un prete, per costituire una sorta di Stato.

Victorin prenant son vol
In una notte senza luna e col buio perfetto, Victorin, come un’aquila, rapisce la sua amata. Lei sviene spaventata dalle grandi ali, ma il giovane la rassicura dicendole:

“Non temere, divinità dell’anima mia, ti amo”

I due amanti raggiungono il Monte inaccessibile sani e salvi. Si sposano e fondando insieme una piccola società… un’aristocrazia!

Victorin enlevant Christine

Passano gli anni, almeno sette, su quel monte lontano.
Victorin e Christine hanno tre figli. Anche loro hanno imparato a volare e Victorin desidera allargare i suoi orizzonti. Vuole fare di sua moglie la regina di un vero e proprio regno.
Lui e il figlio più giovane, Alexander, equipaggiati delle loro ali, volano dunque, nei mari del sud. Una sera tardi si levano in aria dalla punta più scoscesa del Monte inaccessibile, per
scoprire nuove terre e creare un impero coloniale.
Quasi nessuno poteva vederli durante il viaggio. L’oscurità al momento della partenza e l’altezza alla quale si mantenevano, li faceva sembrare delle nuvolette.
I due Uomini-volanti puntano un po’ a nord e scoprono l‘isola di Men-de-Nuit (l’isola degli Uomini della Notte).
Verso il crepuscolo, Alexander scopre sull’isola delle creature. Uomini e donne nudi, dalla pelle di un rosso biancastro e con ciglia lunghissime. I “selvaggi”  eran ricoperti di una strana peluria e vivevano solo di notte.

Victorin ribattezza questa isola Christine, come la moglie. Vi porta le leggi del Monte inaccessibile e riesce a domare gli Uomini della Notte.

Il viaggio dei due uomini volanti continua, con smania di scoperta dei nuovi mondi, fino ad arrivare all’isola di Patagonia.
Sull’isola ci sono donne alte 12 piedi, e le donne alte conquistano, si sa! E infatti Alexander si innamora di una di loro: Ishmichtris. In breve il matrimonio è deciso senza opposizioni, infondo i visitatori avevano il privilegio di volare!
Ishmichtris viene preparata di tutto punto, dalla sua folta chioma, ai piedini così leggiadri per la sua stazza. Alexander, intanto, si fa preparare dei trampoli e un abbigliamento atto a sembrare molto più alto, capite bene il perché!
Questa trovata rende molto felici gli abitanti dell’isola e
rende la conversazione col giovane “alla stessa altezza”.
La cerimonia viene celebrata con rito di Patagonia e rito d’Europa, finendo in gran festa, mangiando e divertendosi in un prato.

Les hommes e nuit-Mariage de Victorin et ishmichtris

Les hommes e nuit-Mariage de Victorin et ishmichtris

Victorin e suo figlio diventano esploratori e colonizzatori delle terre vicine. Nel corso degli anni scoprono una ventina di isole in tutto l’arcipelago, che comprendeva l’Isola Christine. Isole attraversate da vallate e colline verdeggianti, il cui terreno era grasso e fertile.

Su ciascuna di queste isole, conoscono tribù di ibridi, creature fantastiche, metà umane e metà animali. Uomini scimmia, orso, cane. Uomini maiali, pecore, castori, capra. Uomini cavalli,  asini, uomini rana, serpente. Uomini elefanti, leoni e pure l’uomo tigre! Anche uomini ostriche e uccelli.

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In ogni esplorazione una giovane coppia della specie ibrida veniva “civilizzata”. Si doveva ridurre il loro lato animale per far diffondere,  poi, ciò che avevano appreso.

Durante i viaggi gli incontri non sempre erano piacevoli.
Immaginate di venire a contatto con esseri dalla faccia di Leone, in preda alla furia, con un corpo umano. Una bocca aperta da un orecchio all’altro, con dei denti aguzzi, mani e piedi armati d’artigli. Occhi il cui sguardo annunciava sete di sangue e carneficina.

Gli uomini volanti ebbero paura e spararono!

Gli uomini volanti ebbero paura e spararono!
Spararono sugli uomini leone e colpirono i selvaggi alati. L’equilibrio si ruppe, ed emerse l’arroganza dell’emisfero settentrionale.

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I discendenti di Victorin, tra cui Hermantin, perseguirono nelle scoperte e nelle conquiste.
Dopo aver attraversato un mare immenso, giunsero in una grande isola che, in un primo momento, sembrava essere un continente. Quando furono al centro, avvistarono il mare da tutti i lati.
Era la Mégapatagonia, l’antitesi dell’Europa!

Il popolo dei Megapatagoni era molto saggio e condannava l’arroganza. Bisognava ritrovare i principi morali e politici, trasformare la società creata.

Hermantin parlò con loro

I Megapatagoni volevano giustizia e uguaglianza per tutti gli uomini, le donne e gli animali. Dissero:

“L’umanità non è il centro del cosmo, che è indifferente alla sua esistenza. La specie umana è una creazione tra forme elementari ed elaborati di vita. L’umanità non è una specie separata, solo una forma di sopravvivenza di una serie di cambiamenti nella “Grande Catena dell’Essere”.

Nessun essere ha il diritto di porsi al di sopra dell’altro, in una gerarchia di potere. Solo l’accettare le differenze tra esseri, rendendoci uguali crea felicità e virtù.

Tutti saranno fratelli. Non ci sarà più “possesso”. Tutti saran pagati giustamente e l’artista avrà il suo giusto valore. Hermantin e i discendenti di Victorin potranno avere l’esclusiva di indossare le ali, ma per diffondere l’utopia dell’abolizione della proprietà privata e la comunione dei beni.”

… e Hermantin volò ancora!

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