Sayaka Ganz è nata a Yokohama ed è cresciuta e vissuta fra Giappone, Brasile e Hong Kong. Attualmente insegna corsi di progettazione e disegno presso l’Indiana University-Purdue University Fort Wayne (IPFW).
Utilizza oggetti di plastica e materiali di recupero, creando sculture che raffigurano animali in movimento con colori intensi e pieni di energia, generando un circolo virtuoso tra recupero e ambientalismo e dimostrando artisticamente come anche il materiale più inquinante e anti-ecologico, se recuperato e riutilizzato, può dar vita ed energia alla natura stessa.
I suoi più recenti incarichi comprendono una serie di quattro sculture di vita marina per la Monerey Bay Aquarium in California e una installazione permanente nell’atrio della Exploration Tower a Port Canaveral, in Florida, raffigurante una scena subacquea con balena franca e vari banchi di pesci.

L’importanza di un approccio “non distruttivo”, che al contrario ricicla materiali di uso quotidiano, conferisce un nuovo significato alla parola “creativo” che diventa colui che trasforma, dà nuova forma e nuovo significato ai materiali, accorpandoli in opere vitali.

Anche a Sayaka ho posto la consueta domanda: che cos’è per te la creatività? e questo è quello che mi ha risposto:

Per me, la creatività è ogni volta che usiamo l’immaginazione per creare qualcosa che non esisteva ancora. Può essere immateriale o astratta come la soluzione ad un problema, oppure può avere una manifestazione fisica. Tutto è creatività. Credo che siamo tutti dotati alla nascita, ma alcune volte le circostanze rendono difficile usarla o riconoscere che qualcuno possa essere creativo. Se qualcuno vive in un villaggio molto povero, dove nutrire la famiglia ogni giorno è una lotta, e crea un sistema per semplificare la vita, allora è molto creativo se anche la sua creatività può non essere riconosciuta sul momento.
Di solito il tipo di creatività che ottiene un sacco di attenzione è su larga scala, comporta qualche costo, e si rivolge più che alla necessità immediata delle circostanze che all’essere creativi di per sé. È inoltre necessaria sufficiente energia mentale per usare l’immaginazione. Se si conduce una vita dura che assorbe tutta l’energia fisica, mentale ed emozionale, e alla fine della giornata lavorativa si è completamente esausti, si potrebbe non avere abbastanza energia per pensare a un semplice “E se …?”.
Anche se non si ha bisogno di una quantità enorme di energia, è comunque necessario averne abbastanza per immaginare, provare, ed essere tranquilli anche davanti a qualcosa che creiamo ma ancora non funziona.

 

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