Prendiamo il meglio degli anni ’80, aggiungiamoci il meglio di Stephen King, adattiamolo a una regia che ricorda uno Spielberg d’annata e mescoliamo il tutto. Otteniamo così la nuova serie tv fenomeno dell’estate 2016: Stranger things.

Netflix sforna serie tv originali sempre di alta qualità. Dopo la seguitissima uscita della quarta stagione di Orange is the new black e la super eroina Jessica Jones eccoci un vero e proprio cult che non ha nulla da invidiare ai mostri sacri del cinema anni ’80.

Stranger things

Il twitter di un entusiasta Stephen King subito dopo la visione della serie

Ci sono richiami a ET, Stand by meITCarrie, ai Goonies. Non mancano neanche i rimandi alla paranoia tipica degli anni della guerra fredda.

Ma torniamo alla storia ambientata nel 1983 in un paesino americano tranquillo dell’Indiana. Qui, dopo una serata di giochi di ruolo con gli amici, il dodicenne Will Byers scompare nel nulla.

Tutti, a modo loro, iniziano ad indagare sul fatto.

La mamma del ragazzino, Joyce,  (la bravissima Winona Ryder) è convinta che Will sia vivo e che cerchi di mettersi in contatto con lei.
Il fratello Jonathan (Charlie Heaton), appassionato di fotografia, una sera immortala per sbaglio qualcosa di mostruoso.
Gli amici si reinventano indagatori e, durante una ronda notturna, trovano una ragazzina nel bosco. Si tratta della taciturna Eleven (Millie Bobby Brown) che possiede dei poteri paranormali.
Intanto, durante le indagini, il capo della polizia finisce in una rete intrigata di segreti scientifico-militari.

stranger things

Winona Ryder in grande spolvero per questa nuova serie tv

Tutti i personaggi sono caratterizzati in puro stile King, le ambientazioni dettagliate, ogni storia è sviluppata per far conoscere il passato dei personaggi.

Le varie sottotrame si uniscono per un finale molto interessante.
Non si sa ancora se rimarrà una sola stagione autoconclusiva, o se avrà un seguito in futuro. Quel che è certo è che sta spopolando. Vedremo se Netflix saprà stupirci ancora.

La serie tv, di otto puntate, è disponibile in lingua originale sottotitolata. Merita di essere vista in inglese per l’interpretazione della Ryder e dei bambini protagonisti.

La sigla ha un che di nostalgico. Richiama infatti i film horror che tanto amavamo guardare nelle notti d’estate, dopo il Festivalbar.