Eccoci tornati in questo spazio dedicato allo storytelling.
Con il primo articolo ho cercato di spiegare – spero nel modo più semplice possibile – che cosa è. Oggi, invece, vorrei parlare del PdV (il Punto di Vista) di uno storytelling.

Ma prima devo rispondere al quesito di pensiero laterale che avevo posto alla fine del precedente articolo.

“La musica iniziò e lei subito morì”

Quello che si impara subito, avvicinandosi al Pensiero Laterale, è che non c’è una sola soluzione al problema. Non c’è un’unica interpretazione dell’assunto di base proprio perché il Pensiero Laterale si occupa di soluzioni alternative, creative e inusuali. Nel caso del nostro quesito la risposta può essere: la cimice (o un altro insetto, fate voi).
Perché un insetto muore se inizia la musica? Magari era atterrato sulla sedia di un musicista che, dopo il saluto iniziale al pubblico, ci si è seduto per cominciare a suonare. Quindi… SPACIAK!
Ma questa, come ho detto, è solo una possibile soluzione. Il protaginista di questo indovinello potrebbe tranquillamente essere qualcun altro.

 

Fonte immagine AlqamaH.it

Fonte immagine AlqamaH.it

 

Questo ci fornisce lo spunto per l’argomento di oggi.

Che cos’è il punto di vista?

Semplicemente l’angolo visuale che l’autore sceglie nel raccontare la sua storia.
E ne esistono di tre tipi che sembrano pochi ma, ve lo assicuro, bastano per raccontare la stessa storia in infiniti modi diversi:

  1. Io narrante
  2. Narratore onniscente
  3. Terza persona immersa o terza persona limitata

Oggi spiegherò come utilizzare il primo, quello che generalmente è più utilizzato per promuovere brand o ditte con personaggi forti che la guidano.

 

IO NARRANTE (o Prima Persona)

Il narratore della storia coincide con il protagonista.
Esempi classici dell’uso di questo PdV, in Italia, sono Giovanni Rana (patron del gruppo Pastificio Rana) ed Ennio Doris (fondatore del Gruppo Mediolanum). Attraverso la loro storia il pubblico empatizza con il marchio. Una narrazione dove chi offre un prodotto o un servizio ci mette la faccia in prima persona. In questo modo crea un vincolo di fiducia, emozione e (presunta) affidabilità.

Uno Storytelling narrato con il PdV dell’Io Narrante genera immediato rilassamento perché “ti ho visto in faccia, so chi sei e ora so che esisti”.

Parlando dal punto di vista letterario, questo PdV per narrare le proprie storie è stato ampiamente utilizzato da autori come: Carver, Hemingway, Ellis, Palahniuk… ma ce n’è un’infinità. Dal loro esempio il moderno storytelling non solo prende spunto ma anche la meccanica di comunicazione.

Digital painting di Nikos Tsounakas

Digital painting di Nikos Tsounakas

Qui Io narratore guarda con i suoi occhi e attraverso le sue sensazioni il mondo circostante e ce lo racconta, con tutti i limiti della sua interpretazione e della sua psicologia. Con la fiducia non ostentata nelle sue possibilità (e anche con tutte le sue idiosincrasie) che lo rendono umano, avvicinabile e tangibile. Lui non vende un prodotto: vende se stesso!

Così, il personaggio deve dire necessariamente cose che non solo rappresentino lui ma anche il prodotto (o servizio) che propone, ossia il prolungamento della sua stessa personalità, della sua affidabilità e di cosa è riuscito a diventare oggi.

L’Io Narrante però non è così semplice: si rischia di sbrodolare facilmente e contemplarsi l’ombelico. Il rischio di diventare autoreferenziali o autocelebrativi è altissimo.

Per farla breve: troppi io io io, rischiano di dar voce al vecchio detto di saggezza popolare: “chi si loda s’imbroda”.

Così una potenziale campagna di stampo personalistico rischia di diventare un boomerang mediatico.
Inoltre, se è una storia con più personaggi, inevitabilmente tutti vengono caratterizzati secondo la prospettiva di colui che racconta la storia.

Per concludere vi lascio con una domanda: se foste voi a dover utilizzare il PdV dell’Io Narrante per raccontare voi stessi, di cosa parlereste? E, soprattutto, come vi porreste nel racconto?
Rispondere a questa domanda vi permetterà di dare quell’impronta di originalità al vostro storytelling. Perché nessuno potrà raccontare la vostra storia come saprete fare voi.

La prossima volta vedremo cos’è uno storytelling con il PdV dell’IO Onniscente.

Leggete e raccontatene tutti.