Orange is The New Black, che per alcun* è sinonimo di free fregn*, è una serie tv statunitense trasmessa su Netflix, mandata in onda per la prima volta nell’unica giornata dell’11 luglio 2013; attualmente la serie è alla terza stagione in corso per un totale di 39 episodi. Recentemente è stato annunciato il rinnovo per altre 3 stagioni. L’idea è della sceneggiatrice statunitense Jenji Kohan, ma non è originale. Difatti il plot è ispirato alle memorie di Piper KermanOrange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison“. I generi trattati dalla serie televisiva sono il drammatico, la commedia, e il lesbo-drama.

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Piper e Alex.

La storia è incentrata su di un personaggio in particolare, Piper Chapman, che fa da tramite per entrare nelle vite delle persone che la circondano e conoscere le loro storie tramite dei flashback. Piper è stata condannata a quindici mesi da scontare nel carcere federale femminile di Litchfield per aver trasportato una valigia piena di soldi diretta ad Alex Vause, trafficante di droga e sua ex. Alex e la valigia appartengono al suo passato, difatti Piper nel tempo si è costruita una vita ricca e agiata insieme al suo compagno Larry Bloom. Finita in carcere Piper incontra Alex, le due si ritrovano faccia a faccia e l’inevitabile riavvicinamento è fatale.

Il cast è ricco di personalità di spicco come Joe Caputo, funzionario amministrativo che ha delle manie in po’ strane e perverse, tipo quella di masturbarsi quando una detenuta lascia il suo ufficio; Natalie Figueroa, vice-direttrice del carcere che come nei best-sellers è la classica egoista e avara di danaro che snobba i reali bisogni del carcere per favorire i propri interessi.
Red è la russa che si occupa della cucina, è una figura materna per le detenute; Nicky, ex eroinomane e amante a tempo perso di Morello che, però, ha un’ossessione da stalker nei confronti di un certo Christopher; Pennsatucky, dipendente dalle metanfetamine e fervente cattolica, nel tempo libero l’ha a morte con Piper; Crazy Eyes, mentalmente instabile che all’inizio sviluppa un’insana ossessione per Piper; Daya, incarcerata per i loschi affari della madre, anche lei al Litchfield, si innamora del secondino Bennett (so classy nda) mentre, invece, ad essere innamorato di lei è “Pornobaffo” Mendez.
Sophia è una transgender in carcere per frode servita per finanziare il cambio di sesso, che si guadagna la simpatia delle detenute tagliando loro i capelli; Sam Healy il consulente delle detenute, grande omofobo con una strana attrazione verso le donne russe.

Da sinistra: Pornobaffo, Nicky e Morello, Pennsatucky, Pussey, Alex, Piper, Crazy Eyes e Taystee, Red, Sophia e Gloria, Daya e Bennett.

Da sinistra: Pornobaffo, Nicky e Morello, Pennsatucky, Pussey, Alex, Piper, Crazy Eyes e Taystee, Red, Sophia e Gloria, Daya e Bennett.

 

Afro ghetto al Litchfield.

Afro ghetto al Litchfield.

La prima stagione, composta da 13 episodi, è una vera bomba; free fregn* veramente. Purtroppo le altre due deludono assai le aspettative create dalla prima, ma questo è un puro e modesto parere personale.
La serie si porta avanti discretamente e con una leggera vena di trepidazione portata dall’entrata in scena di alcuni personaggi nuovi e da situazioni compromettenti. Se volete sapere se Piper e Alex usciranno mai di prigione o come si evolverà la loro lesbo drama love story, non sarò io a dirvelo, WATCH IT!

Particolare attenzione va data alla sigla di questa serie tv.
La canzone di Regina SpektorYou’ve Got Time” è registrata espressamente per la serie tv Orange is the New Black. Il video inizia mostrando dei dettagli fatti di occhi o bocche, appartenenti a volti di vere detenute, mentre in sottofondo Regina canta:

”The Animals, the animals
Trapped, trapped, trapped’till the cage is full”

Non vediamo mai per intero i loro volti ma questo non ci impedisce di capirne l’etnia o di collocare le donne in una fascia d’età precisa e di poter tirare ad indovinare su quale sia la loro storia. Non viene data alcuna rilevanza a nessuna detenuta in particolare, non sono speciali e non sono star. Prendendo solo dei dettagli del volto, ci si rende conto che quelle detenute possono essere qualunque donna al mondo. Cinquantadue volti in totale, alternati a scene che rappresentano il Litchfield. Nella carrellata di volti non sono rappresentati i personaggi che poi compariranno nella serie, questo perché l’autrice voleva mettere in risalto non solo il personaggio di Piper ma anche i personaggi delle altre detenute; per lungo tempo, Jenji, ha infatti ammesso che Chapman è una sorta di Cavallo di Troia, che entra nel penitenziario e ci aiuta ad inserirci nelle loro storie.

“You’re not going to go into a network and sell a show on really fascinating tales of black women, and Latina women, and old women and criminals. But if you take this white girl, this sort of fish out of water, and you follow her in, you can then expand your world and tell all of those other stories.”

Nel momento di girare il video:

“[We] directed each woman to visualize in their mind three emotive thoughts:
Think of a peaceful place, think of a person who makes you laugh, and think of something that you want to forget.”

Perché è risaputo che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

“Remember all their faces
Remember all their voices
Everything is different
The second time around”