Le immagini, a differenza delle parole, non necessitano di traduzione per essere comprese in ogni parte del mondo. Possiamo capire il senso della parola “cuore” solo in Italia. Per renderla comprensibile a livello internazionale bisognerebbe tradurla in “heart”. Se volessimo trasmettere a un pubblico ancora più ampio lo stesso concetto dovremmo dire “corazòn”, “coração” o “xīnzàng”.
Disegniamo invece un cuore la simbologia del segno grafico è comprensibile in tutto il mondo. Qui Guido ce ne racconta l’origine.

La pubblicità, lo sappiamo tutti, è nata dall’utilizzo del testo scritto e, quindi, dalle parole.

In un periodo storico caratterizzato dalla forte presenza di un’economia globalizzata, tuttavia, le immagini sono diventate una risorsa molto utile alla comunicazione a livello internazionale.

Le corporation e, in generale, le aziende con un target esteso a livello mondiale hanno sentito, negli ultimi decenni, l’esigenza di pubblicizzare i loro prodotti tramite l’utilizzo delle sole immagini. Le agenzie pubblicitarie, di conseguenza, hanno cambiato approccio lavorativo, producendo elaborati con sempre meno testo.

 

Nissan 350Z adv by TBWA agency

Nissan 350Z adv by TBWA agency

L’agenzia di comunicazione internazionale TBWA, ad esempio, ha utilizzato un cuore e la serratura della messa in moto delle auto per questa adv della Nissan 350Z.
L’auto giapponese è caratterizzata da un design aggressivo e dalle prestazioni eccellenti, e in questo caso il visual non ha testo.

Potreste domandarvi: “E il copy?”. Il copywriter ha contribuito, ovviamente, alla realizzazione dell’adv inserendo il messaggio dentro. L’ha arricchita e resa efficace servendosi del silenzio. Il processo creativo standard, quindi, non è affatto cambiato.
Un buon elaborato, composto di solo testo o immagini, necessita della collaborazione di copywriter e art director. Oggi, più che mai, queste due figure professionali dovrebbero lavorare in maniera sinergica, lenta e ragionata.

Si può comunicare al mondo attraverso le sole immagini senza dimenticare che la pubblicità, oltre che catturare  gli occhi, dovrebbe conquistare quell’insieme immenso e complesso di coscienze, abitudini, individualità e valori che definiamo target.

 

Concludo condividendo una raccolta di pubblicità prive di testo, in grado di evocare tutti i punti di forza del prodotto.