“Do It Again” è il capolavoro rilasciato appena due anni fa dal trio norvegese Royksöpp and Robyn, tramite Dog TriumphUn EP di 5 tracce di cui due durano circa 10 minuti, per un totale di 35.
Un perfetto mini-album elettronico, un po’ intinto nell’ambient.

Il sound si sviluppa su diversi piani, tra momenti di memorabile disco-pop, techno e ambient. 

Royksopp & Robyn

Royksopp and Robyn

Immaginate questo album come un viaggio attraverso le dimensionilo spazio dentro e aldilà di noi. Chiudete gli occhi e lasciatevi condurre per i fiordi norvegesi in un vortice di entropia.


Monuments – “Represent The Moment of my life”

juliana_cerqueira_downa

Juliana Cerqueira Leite, Down, 2008

Stesi su un lettino, siete in un futuro ipotetico, come in un film di fantascienza. Immaginate che vi diano un visore per la realtà virtuale e abbandonatevi a quello che avete inconsciamente deciso di vedere.

La prima tappa ha già un grande impatto: “Monuments”.
10 minuti ispirati alle sculture di argilla dell’artista brasiliano-americano Juliana Cerqueira Leite, che Robyn ha visto alla Saatchi Gallery di Londra.
La strumentazione è minima: intro ipnotico e altamente emozionale dettato da synth-bass e sassofono in outro che rende l’atmosfera noir un po’ più jazz.
Robyn intanto racconta della morte, della definizione di se stessi e dell’espressione di un’emozione, quasi fisicamente. La voce si stende sul brano calda, sensuale ed evocativa.

“This will be a beacon when I’m gone || Gone, gone”


SayitPleasure machine || Fuck mechanic”

Il percorso si sposta su un disturbato elettro-punk, un dialogo “lussurioso” tra Robyn e Speak & Spell. Un giocattolo sopra un “glitch” che si rincorrerà anche nel video accompagnato da un beat molto techno.
Berge l’ha definita la canzone “più sporca” del disco, sia in termini di produzione che di concetto.
Scurissima, robotica, una marcia trance, complice di un video-spot per H&M altrettanto d’impatto.

“Quiet”


Do it againOne more time”

Riportiamo i nostri passi su un sentiero un po’ più illuminato, un incalzante elettro pop.
Robyn ricorda un po’ Madonna, accompagnata da sintetizzatori e beat molto estivi che a loro volta rimandano ai Daft Punk.
Una traccia molto fresca, pop, un po’ commerciale, capace di diventare quasi un tormentone.

“I don’t wanna stop, I know I should”


Robyn e Röyksopp in studio

Robyn e Röyksopp in studio

Every little Thing“Why you falter?”

Siamo quasi alla fine del nostro percorso siderale. Il tempo del visore sta finendo e questo brano malinconicamente elettro-pop ci sta benissimo.
Un’elettro-ballata di sintetizzatori e di pulsanti battiti da cui finalmente riconosciamo i Royksöpp di “You Remind Me”un synth-pop nordico che non manca di tensione emotiva grazie a Robyn.

“If you only know me better”


Inside The Idle Hour Club

La chiusura strumentale di dieci minuti ci porta alla destinazione ultima del nostro viaggio.
In questo tratto ammiriamo un paesaggio sonoro che rasenta a tratti l’inquietudine, un mood un po’ dispiaciuto.
La voce di Robyn fa capolino un paio di volte per rendere il mantra di loop, sintetizzatori, ottoni e beat ancora più ipnotico.
Un brano messo a conclusione a posta, la fine di un percorso etereo, con gli occhi sui fiordi e la brezza del mare all’alba che ci inumidisce un po’ le guance.

“…”


Cover dell'EP Do It Again Royksopp and Robyn

Cover dell’EP Do It Again – Royksopp and Robyn

Qui a sinistra la cover dell’album di Royksopp and Robyn. Anche qui noto una somiglianza con i Duft Punk, per i volti dei Royksopp coperti.

L’immagine di copertina, invece, che riporto anche qui sotto, è un’altra interpretazione immagino-uditiva di Resli Tale che si lascia ogni volta suggestionare dagli album che condivido con voi.

Se vi fa piacere scambiare con me le vostre impressioni, o suggerirmi qualche album per sapere che ne penso, e cosa ci vede dentro Resli, non avete che commentare!

Monument, Royksöpp and Robyn, cover di RESLItale

Monument, Royksöpp and Robyn, cover di RESLItale