Un volume del fumetto danneggiato

Un volume del fumetto danneggiato

Ultimamente ha molto fatto discutere il video in cui tre manifestanti, armati di Coca-Cola e idiozia, hanno assaltato lo stand Shockdom al Romics con l’intento di danneggiare i volumi del fumetto Quando c’era Lui. Un gesto stupido non tanto come manifestazione di un dissenso che, seppur non condivido, resta legittimo; quanto perché, rivendicato su Facebook, ha ottenuto esattamente l’effetto opposto a quello sperato, e ha dato un volto e un nome alla denuncia della casa editrice contro ignoti.

Difatti per giorni non s’è parlato d’altro e così la popolarità di Quando c’era Lui, fumetto satirico del trio Daniele Fabbri, Stefano Antonucci e Mario Perrotta, è cresciuta a dismisura ancor prima d’essere distribuito nelle fumetterie.
Gli autori e l’editore ringraziano.
S’è parlato tanto, com’è giusto, del fattaccio, ma poco o nulla s’è detto sul fumetto. Com’è?

Quando c’era Lui, vol.1 del fumetto, variant patriota di Giulio Rincione, Shockdom

Prima che diventasse un caso mediatico, l’avevo prenotato nell’edizione variant con la copertina di Giulio Rincione, perché ho capito che la collana Fumetti Crudi della Shockdom merita d’essere letta. E così è.

Devo però dire che mi aspettavo di più.

Lo stile è tipico del fumetto umoristico, semplice e goffo, quasi caricaturale. I testi sono ben curati e si fanno seguire bene.

Il vero problema, credo di tutta la collana, è la brevità: fino al colpo di scena finale il volume trasmette relativamente poco.

Sulla trama quindi non posso che dire che narra le vicende di un redivivo Mussolini che, suo malgrado, si ritrova nel 2016, era in cui anche la politica si fa sui social. L’idea mi ricorda molto il film Lui è tornato, di David Wnendt, tratto dall’omonimo romanzo. Oltre non posso spingermi però, altrimenti spoilero l’intero volume.

Indubbiamente è scritto con intelligenza e sagacia. Temo però che la suddivisione in micro-pillole trimestrali di sole 36 pagine spezzi troppo la narrazione. Magari i volumi successivi smentiranno le mie parole, me lo auguro, ma questo sembra quasi un albo introduttivo, un numero zero.

Se in PaperUgo questa brevità non ha pesato molto, visto che è un’opera dal forte impatto visuale, in Quando c’era Lui si percepisce di più, perché è molto narrativo.

Oggettivamente c’è poco materiale per poter dire se il fumetto vale o meno, e devo rimandare la sentenza finale alla fine della collana (che dovrebbe essere composta da quattro volumi).

Per quel poco che ho visto, devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Per uno avulso dal contesto politico dell’estrema destra italiana, certe situazioni descritte nelle pagine potrebbero risultare esagerate, stereotipate e prive di fondamento, ma dopo i fatti di Roma ho capito che non è affatto così.
C’è una fetta dell’Italia che crede ancora a «quando c’era lui, i treni arrivavano in orario», semplificando notevolmente il concetto.

Le note introduttive degli autori risultano previgenti in prospettiva di quello che è successo. In maniera goliardica avevano già espresso i loro timori verso possibili ritorsioni violente. Risulta quindi uno specchio (poco) deformante di una realtà che ci circonda e di cui probabilmente abbiamo sentito parlare poco e alla lontana.

Leggendolo, si capisce bene perché dei militanti di Casapound si siano sentiti offesi da questa satira che in alcuni punti li tocca direttamente. Si capisce, ma ovviamente non si può condividere il gesto accennato inizialmente. La satira fa infatti parte della politica da almeno duemila anni e andrebbe accettata, anche se non condivisa.

Ma se si accetta l’apologia del fascismo, vietata dall’ordinamento italiano, allora non devo stupirmi di nulla. Solo, non accetto il vandalismo atto alla soppressione perché, fino a prova contraria, siamo in democrazia e ognuno può e dovrebbe dire la sua.

Non resta quindi che dire: viva la libertà di stampa!