Al giorno d’oggi, quando si parla di mondo del lavoro, e l’ambito della fotografia non fa eccezione, l’età è uno dei fattori che viene preso in considerazione nella valutazione di un professionista.

Eolo Perfido, con la sua esperienza, ci dimostra che la passione, unita al talento, può oltrepassare i limiti anagrafici. Nella sua biografia dichiara di aver preso in mano la macchina fotografica a 28 anni, un’età in cui, stando a quello che la società contemporanea dice, una persona dovrebbe essere già solidamente introdotta in un percorso lavorativo.

Ma ad Eolo questo non è importato, perché sapeva che la via giusta per crearsi una professione che coniugasse lavoro e passione l’avrebbe trovata nella fotografia.

Nelle fasi iniziali della carriera il suo talento lo ha portato ad assistere grandissimi esperti contemporanei, del calibro di Steve McCurry, Elliott Erwitt e James Nachtwey, dai quali ha saputo prendere gli insegnamenti, per giungere ad elaborare una propria personale poetica visiva.

Nella serie Clownville, recentemente esposta nella Galleria Janet Coast of Recife, in Brasile, durante l’International Circus Festival, possiamo vedere alcuni tratti salienti del suo stile: forti contrasti di luci ed ombre, uniti a un’espressività potente, tanto da lasciare in qualche modo turbato lo spettatore che si trova ad osservare questi personaggi, che sembrano usciti da un circo dell’orrore.

 

Carica espressiva che trova sfogo anche nelle serie di ritratti Creative, dove la critica sociale, inserita ed amalgamata sapientemente nella costruzione dell’immagine, senza snaturarne lo stile,  ci fa andare oltre il primo impatto emotivo, e ci invita a riflettere sulla condizione dell’uomo contemporaneo.

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Ad arricchire il già vasto campo d’azione di Eolo Perfido, troviamo anche la Street Photography, che lo vede come uno dei maggiori esponenti del settore in Italia. Per questo motivo è stato nominato Leica Ambassador e istruttore presso la Leica Akademie, e organizzatore di workshop in giro per il mondo.

Scatti rubati e momenti estratti dalla realtà quotidiana, estrapolati da ogni angolo del globo, vanno a formare un quadro di immagini che strizzano l’occhio ad una vena surreale di bressoniana memoria.

Andare al di là delle convenzioni che la società ci impone, può apparire rischioso. Ma ci sono casi, come questo, che servono a dimostrarci come i limiti siano spesso meno invalicabili di come appaiono, dandoci un motivo in più per avere fiducia nelle nostre capacità.

Vivere facendo della propria passione un lavoro è senza dubbio un valido motivo per accettare questo rischio.