Quando è Facebook a dare i natali a un fumetto, io per primo sono molto diffidente. In genere la delusione è certa: se qualcosa funziona sullo schermo difficilmente lo farà anche sulla carta stampata. Stavolta no.

PaperUgo, primo volume della trilogia Paperi dei gemelli Rincione, edito da Shockdom, è una delle poche eccezioni, un’opera degna di nota.

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Il riferimento a Paperoga e alla Disney è lampante, ma non è una parodia della major americana, piuttosto un’allegoria della nostra società e dell’animo umano. Lo strampalato e bonario cugino di Paperino, sempre sorridente, qui diventa una maschera che nasconde un enorme disagio esistenziale.

 

Paperi vol. 1: Paperugo, 32 pagine, € 3, 2015, Shockdom

Paperi vol. 1: Paperugo, 32 pagine, € 3, 2015, Shockdom

Paperugo è quello che non t’aspetti. Senza troppi giri di parole, la vera protagonista della storia è la depressione, affrescata in maniera intima, diretta, forse spietata. Malgrado qualche indizio, non sappiamo – e forse non lo sapremo mai – cosa ha portato il nostro protagonista in questa situazione. Probabilmente non è necessario: è il male di vivere che Montale cantava. Senza entrare nel dettaglio, la scena finale nella doccia è indubbiamente una delle più toccanti e meritava una citazione.

Prima di PaperUgo, sulla pagina Facebook Giulio si era già divertito a deformare diversi personaggi Disney. Chi come me lo seguiva da tempo attendeva con ansia questo volume, ma il rischio che sfociasse nel banale era dietro l’angolo.

Il fratello Marco, all’esordio come scrittore, si rivela all’altezza del compito, creando testi forti che accompagnano onestamente le ruvide pennellate di Giulio.

Una simbiosi perfetta, o quasi. Ammetto che in alcuni punti il monologo forse si rivela un po’ ridondante, ma nel complesso il suo lavoro è meritevole d’elogio. Non è facile scrivere i dialoghi di un fumetto che funzionerebbe bene anche senza. Perché il punto di forza, anche se qualcuno non lo apprezza, è lo stile da illustratore dell’autore, che spesso sfrutta texture e/o immagini reali deformate al limite.

Che piaccia o meno, PeperUgo è un fumetto che lascia un segno nel cuore del lettore, dopo avergli sferrato un secco pugno allo stomaco.

Quel che resta è un sapore amaro, come di un buon vino che però non si è sicuri di riuscire a gustare a pieno. Perché, per quanto possa essere evocativo questo volume, certe cose si capiscono bene solo se vissute.

Una piccola perla nel fumetto italiano contemporaneo. E in meno di un mese ha già esaurito la prima stampa, disponibile ad un prezzo davvero accessibile. Unica pecca: troppo breve.

Attendiamo con ansia il prossimo volume, che dovrebbe trattare le vicende di un altro papero: PaperPaolo. Saranno cugini?