Quanti di voi hanno mai sognato di prendere un camper, farne la propria casa, e vivere la vita come se fosse una continua avventura, una scoperta senza fine di se stessi e del mondo?

Se non avete mai avuto questa fantasia, oltre ad essere delle brutte persone, potete saltare questo articolo e andare sul sito della Gazzetta dello Sport.

A coloro che stanno continuando la lettura presento oggi un fotografo sopra le righe: il suo nome è Benoit Paillé, probabilmente canadese, dalla dimora sconosciuta.

Ora starete pensando al fatto che, solitamente, chi scrive un articolo su un qualsiasi personaggio, appartenente a un qualche genere o ambito, abbia per prima cosa raccolto informazioni in abbondanza sul suo conto per parlare con cognizione di causa. Di conseguenza apostrofare il protagonista dell’articolo con “probabilmente canadese, dalla dimora sconosciuta” può sembrare un imperdonabile sintomo di pressapochismo.

Ragionamento corretto, se non fosse che questo fotografo si presenta in questo modo,  senza informazioni aggiuntive, nella pagina biografica del suo sito ufficiale:

Benoit Paillé

Benoit Paillé

Questo autoritratto potrebbe trarre in inganno chi si soffermasse solo sull’aspetto esteriore di Benoit e non ne approfondisse la ricerca fotografica. In uno dei progetti più recenti pubblicati, fa sapere che vive da un anno nel suo camper, girando il continente americano dal Canada al Messico, esplorandone il lato naturale e spirituale.

LSD

LSD

Come accaduto mentre lavorava alla serie L.S.D. quando, nel corso di una notte tersa e stellata, e dopo aver assunto una dose di acido lisergico (da qui il nome della serie), ha acceso una candela nel bel mezzo del bosco. Sentendo le vibrazioni della madre terra fluire intorno a lui, ha cominciato a meditare sull’olismo della natura che lo circondava e a scattare fotografie per comunicarci questa esperienza mistica.

The kitsch destruction of our world

The kitsch destruction of our world

Nel progetto The kitsch destruction of our world la sua ricerca si è ampliata, e nelle sue immagini sono entrate anche figure umane, o parti di esse. Anche qui continuano ad essere il paesaggio, l’uso particolare dell’illuminazione e l’introduzione di elementi stranianti a dominare le scene, rigorosamente non alterate con programmi di fotoritocco, come ci tiene a precisare lui stesso.

Ciò non significa che questa estrosa personalità non nutra interessi nei confronti del genere umano: alcuni suoi lavori più apprezzati vedono infatti l’uomo come protagonista, ma sempre osservato da un’angolazione diversa da quella usuale.

Crossroad of reality

Crossroad of reality

In Crossroad of reality, ad esempio, i piani del reale e del virtuale si sovrappongono in immagini che mescolano paesaggi tratti dal noto videogame Grand Theft Auto V con elementi umani fotografati dall’artista stesso, dando come risultato un cortocircuito visivo di grande effetto, in cui si indagano le caratteristiche stesse del medium fotografico.

UnderNight

UnderNight

In UnderNight  invece la figura umana è ben riconoscibile, ma inserita in un contesto urbano desolato. Intento ad eseguire azioni all’apparenza prive di senso, Benoit sottolinea l’alienazione dell’uomo contemporaneo, senza però connotare socialmente o politicamente questa condizione. Al contrario suggerisce o, data l’atmosfera, sussurra all’orecchio che questo problema può affliggere chiunque senza distinzioni.

Che si condivida o meno il pensiero o lo stile di vita di questo nomade psichedelico, forse avere l’opportunità di guardare il mondo attraverso un occhio diverso dal vostro può essere stimolante ed offrire spunti per una riflessione al di là della routine quotidiana.

Vendere tutto e girare il mondo in camper usando acidi non è l’unica via per aprire la mente: a volte basta uno sguardo differente per ampliare l’orizzonte.