Vicious è una serie tv britannica ideata da Mark Ravenhill e Gary Janetti, trasmessa per la prima volta nel 2013 sul canale ITV.

Freddie e Stuart.

Freddie e Stuart.

Il genere su cui si basa è la sit-com e gli interpreti principali sono Sir Ian McKellen e Sir Derek Jacobi, nei panni di Freddie e Stuart: una coppia omosessuale che vive insieme la propria quotidianità da oltre 50 anni. Il loro è un rapporto burrascoso, fatto di ripicche, frecciatine ed insulti nemmeno troppo celati e alle volte sessisti. A fare da cornice c’è una ristretta cerchia di amici sui generis come Violet, interpretata da Frances de la Tour (molti la ricorderanno per aver interpretato Madame Maxime nella saga di Harry Potter nda), che soffre interminabili pene d’amore con uomini quasi sempre sconosciuti; Ash, il giovane e aitante neo-vicino interpretato da Iwan Rehon (Ramsay Bolton di Games of Thones, per intenderci *ammicca*); Mason, coetaneo tirchio, scorbutico e Penelope, anziana signora con enormi problemi di udito e memoria che la rendono uno dei personaggi più divertenti della serie.

 

Da sinistra: Violet, Ash e Mason. Freddie, Stuart e Penelope.

Da sinistra: Violet, Ash e Mason. Freddie, Stuart e Penelope.

Ciò che dà valore a questa serie è la semplicità e la schiettezza: ogni episodio si basa su piccole certezze, come Freddie che litiga con Stuart, Stuart che parla al telefono con la madre (incipit, tra l’altro, di ogni episodio), Violet che usa il suo charme per tentare di conquistare Ash, tutte situations che si susseguono senza mai annoiare. Uno degli elementi di maggior fascino della serie è senza dubbio il setting sfacciatamente teatrale, con un arredamento pacchiano nonché barocco, con le sue tinte bordeaux, segno di una passione maturata nel tempo, e i tendaggi pesanti che coprono grandi ipotetiche finestre che non vedremo quasi mai, proprio come in teatro; e proprio come da teatro è la scalinata, con scesa centrale, che ipoteticamente condurrebbe alla stanza da letto da dove spesso fa il suo teatrale ingresso Freddie.

 

Tutto ciò non fa che da cornice al teatro di prosa, dove la parola è l’elemento più importante, a cui la serie tv mira. Infatti il teatro è ormai convenzionalmente considerato qualcosa di antico, la sua nascita risulta all’incirca nel VI secolo a.C., ed è considerata la forma espressiva e d’intrattenimento massima del XIX secolo. Il punto di contatto più interessante tra la televisione e il teatro risiede però proprio nei due protagonisti di Vicious; la partecipazione e il contributo che danno i due grandi attori britannici alla serie sta nel fatto che sono dei veri e propri monumenti del teatro britannico: notati fin da giovanissimi da Lawrence Olivier iniziano una vicious-3carriera da interpreti che li renderà indimenticabili per il teatro d’oltremanica. Le loro numerose interpretazioni di Shakespeare, Cechov e Sofocle li consegnano alla storia come due tra i massimi riferimenti teatrali del XX secolo. Se il teatro e la teatralità danno un’impronta molto forte alla serie, un’altra è senza dubbio la questione omosessuale: il limite tra persona e personaggio è molto sottile in quanto la carriera e la storia personale dei due attori sono state puntellate da battaglie più o meno scoperte per i diritti dei gay. Nel 1988 Ian McKellen ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità, mentre Derek Jacobi ha confermato i rumors solo nel 2005.

In conclusione, ritengo che Vicious mi abbia fatto sognare e desiderare una storia d’amore piena di punzecchiamenti ma al contempo piena di passione e amorevole, per questo la reputo una delle migliori love-comedy di tutti i tempi.