Lastre, Inchiostro, Tarlatana, Carta e Torchio!

Chi siamo noi? Gli Incisori!
E cosa vogliamo? Incisioni colorate!
E quando le vogliamo? Adesso!

Ok vi accontentiamo!

Usare più colori in incisione, è un po’ brigoso, ma che soddisfazioni.
Per realizzarle si deve ripetere la procedura di inchiostratura e pulitura, che vi abbiamo illustrato nelle puntate precedenti, per ogni colore che si vuole ottenere o si realizzano più matrici. Ciascun colore andrà ad interagire con gli altri, quindi vanno separati, facendo attenzione che non si sovrappongano, tranne che non si voglia ottenere un particolare risultato. Generalmente vengono prima applicati i colori chiari e successivamente quelli scuri, di solito per ultimo il nero.
Le svariate insidie possono trasformare, un riuscito e originale disegno, in una mediocre copia di se stesso e, al contrario, un frettoloso disegno potrà trasformarsi in una sontuosa incisione. L’incisione classica è stata sempre monocroma e non perché i grandi Autori del passato non conoscessero a fondo la teoria e la tecnica della stampa a colori, ma per scelta deliberata e consapevole. Per molte incisioni moderne, però, e particolarmente per quelle astratte, il colore si rende quasi indispensabile, anche se in molti di questi casi il principio stesso d’incisione può essere messo in discussione per il ricorso a tecniche ibride che fanno apparire queste opere vere incursioni in un campo ben diverso della pittura.

incidere a colori - inchiostri - tarlatana - rulli

incidere a colori – inchiostri – tarlatana – rulli

Noto proprio per portare in vita forme astratte colorate ed esuberanti, è Joan Miró, originale incisore. Una figura centrale per l’avanguardia del 20° secolo. Articolando colori primari e segni essenziali, Miró ha creato universi fantastici, che hanno però una loro circolarità e sequenzialità. Fa un uso innovativo della linea, delle forme organiche e del colore, sconvolgendo gli elementi visivi della pittura stabilita. Le sue opere, interpretate come surrealiste, gli fanno guadagnare fama internazionale.

Il lavoro di illustratore ha reso Miró protagonista della storia del libro d’artista, tradizione nata in Francia nell’Ottocento.
 Edizioni di volumi e riviste a tiratura limitata dimostrano l’impegno profuso da Miró nella stampa d’arte, dove l’autore interpreta i testi di grandi scrittori contemporanei, con i suoi ideogrammi fantastici, binomio di segno e colore.
 Un’attività che coinvolse gli ultimi 20 anni di produzione artistica del maestro, a tal punto che per alcuni periodi smise di dipingere per dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di opere grafiche. Si tratta di raccolte poetiche in cui Miró dialoga con grandi scrittori del suo tempo in un alfabeto non verbale,  fatto di segno e colore, reinterpretando secondo la sua personale sensibilità le loro parole.

Joan Miró i Ferrà (Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983) Pittore, incisore, scultore e ceramista spagnolo. Esponente del surrealismo.

Joan Miró i Ferrà (Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983) Pittore, incisore, scultore e ceramista spagnolo. Esponente del surrealismo.

Ci fa piacere mostrarvi una carrellata del percorso artistico di questo grande Maestro, riallacciando così le fila della sua incredibile e sterminata produzione. Un’interpretazione del surreale nelle sue varie forme e manifestazioni, rivivendo un’atmosfera fiabesca, dove miriadi di “personaggi” giocano tra loro animando tavole incredibili per leggiadria e gaiezza.

L'Anti Tête - Libro dell'amico Tzara 1949

L’Anti Tête – Libro dell’amico Tzara 1949

  • 1957 – La Bague d’Aurore di René Crevel
    In copertina una puntasecca in nero e all’interno 5 acqueforti e acquetinte a colori.

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  • 1962 – Antiplaton, la Lumiere de la Lame
    27 tavole (3 libri di poemi illustrati).
    Questo portfolio comprende l’illustrazione di tre testi di scrittori e amici di vecchia data con cui Miró amava collaborare: Anti-Platon di Ives Bonnefoy, La Lumière de la Lame di Andrè du Bouchet e Saccades di Jaques Dupin. La serie si sviluppa sull’illustrazione di ciascun testo giocando sulla variazione di una sola imagine. Ogni testo è caratterizzato pertanto da una stessa figura ripetuta sette volte variandola con interventi di colore dai forti contrasti. Per questa sua particolarità questa raccolta costituisce una ricerca espressiva che si discosta dalla consueta produzione di Miró e si presenta come opera assai originale nella sua atipicità. Le sue figure giocano con i colori accostati per contrasto o per rapporto di complementarità creando suggestivi effetti cromatici.
02-Anti-platon, La Lumiere De La Lame, 1962

02-Anti-platon, La Lumiere De La Lame, 1962

 

01-Anti-platon, La Lumiere De La Lame, 1962

01-Anti-platon, La Lumiere De La Lame, 1962

 

  • 1976 – Le Marteau sans Maitre – Raccolta di poesie di René Char
    23 tavole e 1 frontespizio.
    La dimensione letteraria di queste tavole, che Miró ha tradotto in immagini visive, è facilmente comprensibile, pensando al contenuto del testo, allegoria dell’orrore di quegli anni e metafora dell’uomo legato al male attorno al presentimento della realtà degli anni.

    Le Marteau sans Maitre serie original

    Le Marteau sans Maitre serie original

     

    In questo carattere astratto si può vedere l’interpretazione di Miró della visione del Char. Raffigurante un’immagine audace e colorata con una varietà di qualità strutturali, questo lavoro trasmette un senso di movimento e vivacità, con profondità e desiderio. La giustapposizione di linee verticali e orizzontali insieme, contro uno sfondo con texture e i colori diversi crea un lavoro coinvolgente che porta l’occhio dello spettatore dal centro della composizione verso l’esterno, sempre coinvolgente.

    Le Marteau sans Maitre one plate

    Le Marteau sans Maitre one plate

“L’uomo l’illusione imitato , occhi puri nel bosco, sono alla ricerca in lacrime per una testa abitabile”

  • 1977 – Els Rupestres e Grans Rupestres
    Sono due serie di stampe che ricreano il primitivo e l’atmosfera vivace di pitture murali preistoriche. Miró aveva visitato le grotte di Altamira, quando era alla ricerca di idee per sviluppare dei murales commissionati per la sede dell’UNESCO a Parigi nel 1958. Quasi vent’anni dopo, ha richiamato le qualità gestuali e sintetiche dei graffiti nelle grotte. Questo ritratto bestiale derivato dalla variegata combinazione di linee e di colori, ricorda agli spettatori perché Miró era un’influenza importante per gli espressionisti astratti americani.

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  • 1981 – Il Llibre dels sis sentits
    Una delle sue ultime opere.

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Miró ci regala un astrattismo lirico fatto di calcolatissimi segni grafici che traducono impulsi dell’inconscio e della memoria. Evoca un mondo tattile vivo e vibrante e ci affascina con la delicata presenza della materia tattile, riuscendo a trasmetterci una sottile emozione, a stupirci con l’alchimia dei suoi acidi e con l’efficacia dei suoi semplici strumenti, quali i bulini, le punte, i raschietti e i brunitoi. Un esito che é sfida continua all’esperienza e non smetterà mai di commuoverci e stupirci.

"Le rebelle" Etching with aquatint 1967

“Le rebelle” Etching with aquatint 1967

 

“… L’incisione è per me tra i maggiori mezzi d’espressione… un mezzo di liberazione, di conquista, di scoperta. Anche se, in principio, sono stato  prigioniero delle sue costrizioni, della sua “cucina”, degli attrezzi e delle ricette troppo dipendenti dalla tradizione. Occorreva resistere, superarle e allora un immenso campo di possibilità si offriva allo sguardo e alla mano… il despotismo dell’attrezzo fu progressivamente vinto. Posso utilizzare una punta o un bulino ma anche il dito, la mano, un chiodo o un vecchio cacciavite…”

Joan Miró

 

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