Riuscireste a immaginare di muovervi o viaggiare senza una cartina stradale, il navigatore o il maps del telefonino? Ci sarebbero sicuramente trottole di gente che non riesce a trovare la strada.
Niente street view o Google Earth? Nooooo!
Per fortuna qualcuno ci ha pensato.

Agli inizi del XVI secolo, grazie a scoperte e viaggi, nasce la cartografia.

Ebbe subito un notevole sviluppo, una vera e propria industria editoriale. Accontentava regnanti, naviganti e appassionati che necessitavano di mappe e informazioni per i loro imperi e per tracciare i ritrovamenti.

Matthew Merian Valletta Citta Nova di Malta. Copper engraving, c.1638. Image size 10 3/4 x 13 15/16" (27.4 x 35.4 cm).

Matthew Merian – Valletta Citta Nova di Malta – Copper engraving, c.1638 – Image size 10 3/4 x 13 15/16″ (27.4 x 35.4 cm)

 

Un grande incisore ed editore, a Francoforte, si distingue nella ricostruzione di immagini delle città: Matthäus Merian, detto “il vecchio” (1593-1650). Un’operosissima vita e un numero stupefacente di stampe e volumi in-folio.
Contando anche l’attività dei suoi eredi, si arriva all’insuperata soglia di circa duemila vedute urbane con una ricerca di dettagli davvero certosina. Grazie ai viaggi in varie città dell’Impero e alle collaborazioni con importanti artisti e editori, vanta una formazione completa. Un uomo intelligente, versatile, acuto e cosmopolita negli interessi e nella preparazione.

Matthäus Merian (or "Matthew", "the Elder", or "Sr."; 22 September 1593 Basilea, Svizzera – 19 June 1650 Bad Schwalbach, Germania)

Matthäus Merian
(or “Matthew”, “the Elder”, or “Sr.” – 22 September 1593 Basilea, Svizzera – 19 June 1650 Bad Schwalbach, Germania)

 

Merian occupa un posto di primissimo piano nella storia dell’iconografia urbana europea del Seicento. Un secolo che segna in modo inequivocabile l’affermazione di questo ambito di ricerca scientifico e artistico.

Grande peculiarità delle sue incisioni su rame sono precisione e nitidezza che fanno emergere anche le minime sfumature.
Fra le sue opere ricordiamo:

  • i 31 volumi e 1578 fogli incisi, preparati insieme al figlio, della Topographia Germaniae (1688). Vi troviamo in grande quantità vedute di città e piante;
  • il Theatrum Europaeum, l’Archontologia Cosmica e, sia pur con limiti, l’Itinerarium Italiae, che descrivono la città europee in modo straordinario, con grande raffinatezza ed eleganza.

 

Matthäus Merian: "Moscva“ - 1638 Archontologia cosmica.

Matthäus Merian: “Moscva“ – 1638 Archontologia cosmica.

 

Sicilia Regnum_Theatrum Europaeum_1635

Sicilia Regnum – Theatrum Europaeum, 1635

 

Una delle opere maggiori di Merian, dal punto di vista dimensionale, è la veduta di Liegi del 1626. Composta da 8 fogli, per una dimensione di 176,5 x 185,5 cm. La città viene descritta ed esaltata attraverso una ricca composizione. Ai lati del riquadro principale, vedute che offrono informazioni sulla vita economica e esaltano le architetture, come la cattedrale di St. Lambert e i particolari che delineavano la forma urbana.


L’opera più famosa e qualitativamente superiore dell’incisore è, invece, la veduta a volo d’uccello di Francoforte del 1628, divisa in 4 fogli, 71,0 x 103,7 cm.
Sul bordo superiore il titolo e, in alto a sinistra, una riproduzione della veduta realizzata nel 1617.
Sulla destra, sorretta da un’aquila, una cornice decorata con gli stemmi dell’Impero, della città e con utensili per la scienza. Al suo interno è riprodotto un componimento in latino di J. L. Gottfried.
Le cornici poste in basso sono: a sinistra una dedica in latino al sindaco e ai consiglieri di Francoforte, a destra altri componimenti di Gottfried e la firma di Merian.

Dalla fine degli anni Venti la sua produzione, seppur impegnata in differenti tipologie di pubblicazione, vedrà sempre la rappresentazione delle città al centro dei suoi interessi, ma più come apparato illustrativo di testi scritti.

Merian d. Ä., Matthäus - Frankfurt am Main, Vogelschauplan Entstehungsjahr 1628

Merian d. Ä., Matthäus – Frankfurt am Main, Vogelschauplan – Entstehungsjahr 1628

Merian fa un uso molto originale e variegato della prospettiva. La sua capacità di destreggiarsi tra differenti soluzioni compositive e tipologiche risalta con evidenza. Mostra inoltre una grande attenzione all’elemento naturale, spesso per connotare scenograficamente la rappresentazione e una grande accuratezza ed eleganza dell’incisione. Uno studio diretto dei luoghi l’osservazione e il rilievo topografico permettono una rappresentazione minuziosa, in grado di costituire un’attenta e dettagliata documentazione del costruito.

Nel 1640 Merian edita l’Itinerarium Italiae Novae-Antiquae, 
in cui figurano le mappe degli stati italiani e 42 vedute delle maggiori città. Particolare quella di Venezia che Merian riprende da un’incisione famosa di Jacopo de’ Barbari, una veduta a volo d’uccello che impressiona ancora oggi per precisione e dettagli. Ad essa segue postuma nel 1688 la Topographia Italiae, in cui il suo nome figura come autore e editore, arricchita di una decina di vedute.

Antique town view of Venice. Printed in Frankfurt by Merian in 1641

Antique town view of Venice. Printed in Frankfurt by Merian in 1641

 

Antique town view of Roma, Rome. Printed in Frankfurt by Merian in 1641

Antique town view of Roma, Rome. Printed in Frankfurt by Merian in 1641

 

Le vedute di Merian offrono un contributo essenziale alle rappresentazioni della città: eterogenee nella scelta tipologica, nella costruzione prospettica e nell’originalità.

Forniscono un disegno completo e aggiornato del costruito e sono spesso testimonianza di prototipi perduti o versioni innovative di modelli precedenti. L’incisore riesce a dare, in molti casi, la prima o la migliore documentazione della forma urbis e della struttura urbana del ‘500 e ‘600, riportando le trasformazioni  delle cinte murarie nel corso del XVII secolo.

 

Curiosità:

  • Nel 1949 venne fondata la rivista Merian, dedicata ai viaggi, che porta il nome dell’incisore.
  • I Cityviews di Merian è un’importante fonti storiche poiché mostra le città poco prima della Guerra dei Trent’anni.
  • Tra le sue opere anche: le illustrazioni per la Bibbia; oltre a 42 fogli per la Danza Macabra di Basilea (1644); Gran Voyages e Petit Voyages che de Bry aveva iniziato nel 1590; le illustrazioni alchemiche, in libri come il Musaeum Hermeticum (1678) e Atalanta Fugiens (1618).
  • Il lavoro di Merian ha ispirato la Suecia Antiqua et Hodierna da Erik Dahlberg.
  • Dopo la sua morte, i suoi figli Matthaus Jr. e Caspar han assunto la casa editrice e hanno continuato la pubblicazione del Topographia Germaniae e il Theatrum Europaeum sotto il nome di Merian Erben (cioè Merian eredi).