Ci sono film dei quali sento parlare dall’amico, il cugino, il cugino dell’amico, ci sono film dei quali mi imbatto nella pubblicità e nei vari trailer e mi conquistano, ci sono film che vedrò per forza perché non mi perderei mai un film di quel regista. Poi ci sono film che mi capitano, difficile spiegare o definire il percorso che mi ha portato a loro: a volte ho voglia di uno specifico genere e, vagando per i vari dizionari virtuali di cinema, mi incuriosisce un titolo; a volte cerco altro e trovo un link in tredicesima pagina di google e a volte ci sono i film che ho ribattezzato ‘messi a caso’ (inutile spiegare!); ma quando ne trovo uno che mi piace particolarmente, oltre a diventare uno dei miei punti cinematografici di riferimento, sento un irrefrenabile bisogno di consigliarlo a chiunque come se avessi scoperto il senso della vita!

Mary and Max è uno di questi.

www.maryandmax.com

www.maryandmax.com

E’ un film in stop motion che nasce dal genio di Adam Elliot (noto ai più per il corto Harvie Krumpet), regista australiano indipendente che ha la peculiarità di creare ogni set con miniature degli oggetti di scena e senza l’utilizzo di immagini computerizzate.

Mary and Max è la storia di due personaggi comuni e unici al tempo stesso, che per un caso fortuito si trovano ad instaurare un forte legame di una strana e divertente amicizia che, nei venti anni che trascorrono nel film, vede i suoi alti e bassi, ma resta sempre comunque solida.

Mary è una bambina di 8 anni che vive nella periferia assolata e arida di Melbourne, ha come unico amico un pollo e vive in una famiglia particolare: la madre è alcolizzata e cleptomane e il padre depresso lavora in una fabbrica di bustine di the dove inserisce il filo alle bustine ed ha l’hobby della tassidermia; rapporto freddo e distante con entrambi. Un giorno strappa una pagina dell’elenco telefonico di New York e decide di scrivere una lettera ad un indirizzo. La lettera arriva a Max.

Max è un quarantenne, obeso, ebreo, comunista, affetto dalla sindrome di Asperger, costantemente in analisi e incapace di comprendere la società e il comportamento umano anche nelle sue espressioni più semplici, è immediato il rimando ad un Woody Allen di plastilina!

Mary And Max Minimalist Movie Poster https://www.behance.net/gallery/3705888/Minimalist-Movie-Poster

Mary And Max Minimalist Movie Poster

Max alle domande di Mary reagisce inizialmente con una crisi di panico, fino a che non decide di risponderle e da qui inizia un fitto dialogo epistolare espresso in due linguaggi profondamente diversi e contrapposti.

Da una parte una bambina che scrive a matita e si pone domande sui grandi perché della vita; dall’altra un cinico, involontariamente sarcastico e paranoico, che scrive con una vecchia macchina da scrivere e che prova a chiarire i dubbi di Mary cercando di dare risposte a cose che nemmeno lui in realtà riesce a spiegarsi. Di contro Max racconta le disavventure che la sua malattia lo porta a vivere in una grigia e decisamente per lui incomprensibile New York e Mary gli dà i consigli ingenui che solo un bambino potrebbe suggerire, ma che vengono in realtà presi molto seriamente da Max.

Vincitore di moltissimi premi fra cui il premio per il miglior film al Festival Internazionale di Animazione di Ottawa nel 2009 o il Crystal Bear al film festival internazionale di Berlino, oltre a svariate altre nomination.

Per cui in qualità di cugino dell’amico mi sento di consigliare questo film!