Brotherhood è la rubrica della Massoneria Creativa sulla Massoneria Creativa in cui i creativi del collettivo si raccontano attraverso le immagini e le confidenze che mi fanno quando rispondono alle mie domande sul lavoro che fanno e, soprattutto, su come lo fanno.
Questo lunedì ho come ospite lui, Hariken Porima, all’anagrafe Alessandro De Luca, ossia colui che ha dato un’identità grafica al Teramo Comix.

 

L: Nel gruppo ti ho conosciuto come Hariken e, prima di questa intervista, la tua identità reale mi era sconosciuta. Per cui direi di cominciare con il racconto di te: chi sei, cosa fai e perché hai deciso di non fare nient’altro che questo.

A: Ciao, mi chiamo Alessandro De Luca e sono un appassionato art director e visual designer. Vivo e lavoro a Pineto, piccolo paradiso mediterraneo in provincia di Teramo, con il mio studio creativo Rabbbit.

Mi occupo principalmente di art direction, brand identity, comunicazione visiva, web design e progettazione grafica. Mi piace sperimentare nuove soluzioni per realizzare i miei progetti e seguire ogni aspetto del processo creativo, dal concept alla realizzazione esecutiva, e adoro la dimensione artigianale che può assumere il mio mestiere. Forse per questo motivo preferisco lavorare per startup, piccole imprese e realtà del territorio, anche se seguo aziende strutturate e progetti che possono avere un coinvolgimento più ampio.
Perché lo faccio? Mi piacerebbe poter rispondere per soldi ma, ahimè, non sono bravo a far fruttare il mio lavoro in modo adeguato al tempo e all’attenzione che dedico ai progetti in cui sono coinvolto. La verità è che ho la fortuna di fare qualcosa che amo e che io per primo ho difficoltà a considerare come un lavoro. Sono affascinato dal segno e il significato che veicola, dalla comunicazione visiva e la sua progettazione orientata alla funzione.

 

L: Quest’anno la Fiera del Fumetto di Teramo ha avuto il pregio di presentarsi al pubblico con un’identità grafica di tutto rispetto. Come ha avuto inizio la collaborazione tra te e il Teramo Comix?

A: Parto da lontano. Fatte salve alcune rare eccezioni, nel mio territorio il settore della comunicazione visiva si muove all’interno di confini delineati tra il dilettantismo improvvisato e la svendita totale di figure professionali impiegate in agenzie e strutture simil tali che hanno tutto l’aspetto di un fast-food delle idee.

L’assenza di una reale cultura visiva e di un suo spazio di condivisione e collaborazione mi ha spinto a iniziare un progetto che mira in modo ampio a riempire proprio questa mancanza.

L’Associazione Culturale Altrimondi, organizzatrice anche del Teramo Comix, ha offerto la propria struttura per ospitare il primo passo di questo progetto, il corso di progettazione grafica Maythegraphbewithyou. Qui abbiamo creato con gli studenti un vero e proprio gruppo di lavoro dove ho provato ad assumere il doppio ruolo di docente e direttore creativo, per lavorare su casi concreti ma supportati da costanti approfondimenti teorici. Altrimondi è diventata nostro committente e ci ha chiesto di progettare il nuovo logo del Teramo Comix.

Hariken Porima, identità grafiche del Teramo Comix

Hariken Porima, identità grafiche del Teramo Comix

L: Ci descrivi le quattro identità che hai ideato e realizzato?

A: Il Teramo Comix aveva bisogno di una nuova identità grafica che prendesse le distanze dal passato e che avesse in sé la forza per portare l’evento allo step successivo del suo percorso di crescita. C’era l’esigenza di rappresentare altri ambiti oltre a quello del fumetto: games, cosplay, conferenze, cineforum ed espressioni culturali eterogenee.

La soluzione doveva essere d’impatto, virale e doveva sapersi inserire in modo riconoscibile nell’insieme delle numerose manifestazioni sul fumetto.

Abbiamo quindi fatto molta ricerca per capire come altri eventi simili (non solo nazionali) avevano scelto di rappresentare visivamente la loro identità, preferendo le soluzioni che utilizzavano dei puppet come logo, sia per il rapporto empatico che riescono a creare con il lettore che per la loro versatilità e capacità di interazione.
Dopo questa fase ci siamo concentrati sul concept, elaborando i significati propri dell’evento e cercando di dar loro una specifica personalità: Teramo Comix per noi è diventato nerd, multidimensionale ed awesome. Ci siamo focalizzati poi sull’utilizzo della X, un’abbreviazione irriverente di Comics, e l’abbiamo trasformata in un punto di forza, nell’elemento caratterizzante per lo sviluppo della nuova identità.

Da qui siamo partiti con l’elaborazione di bozzetti e proposte a ruota libera: un mix di idee che ha dato vita a diverse soluzioni tra cui la versione 1.0 dell’attuale logo, che ho sviluppato e rifinito trasformandolo in Tixi, un puppet che contiene tutti gli elementi descritti nel concept e che mantiene la propria riconoscibilità, grazie ad elementi forti come gli occhi a forma di X.
Tixi ci è sembrato ideale per rappresentare in modo dinamico le diverse dimensioni della manifestazione, perché la sua semplicità permette di vestirlo e caratterizzarlo. Da qui sono venuti poi Nerdi che, con i suoi vistosi occhiali, rappresenta l’area culturale; Bat-Tixi che identifica la sezione fumetti e cosplay; e infine Pac-Tixi per l’area games.

Le potenzialità di questa soluzione sono infinite ed ogni anno la famiglia potrà allargarsi. Infatti, piccola anticipazione, abbiamo già una versione Tex per gli amanti Bonelli e una Star Wars, realizzata per il corso Maythegraphbewithyou, oltre a tante altre proposte realizzate durante l’evento, durante il quale abbiamo chiesto ad autori e partecipanti di disegnare la propria versione di Tixi.

 

Una delle proposte avanzate per il Teramo Comix

Una delle proposte avanzate per il Teramo Comix

L: Un lavoro che ha richiesto molto impegno, sicuramente più di ingegno che non di “mouse”. Dalla presentazione delle prime proposte grafiche alla definizione dei segni grafici finali quante revisioni ci sono state?

A: Dalle numerose idee e proposte del gruppo di lavoro ho selezionato quattro potenziali soluzioni che ho rifinito prima di presentarle. Sono piaciute tutte a dire il vero, e gli organizzatori dell’Associazione hanno avuto molta difficoltà nella scelta, tant’è che ne hanno indicate due: quella puramente testuale per l’impatto visivo generato e la forza della lettera X, e la versione 1.0 di Tixi, per l’aspetto nerd e le potenzialità di espressione del puppet.

Ci è stato chiesto di fare una sintesi di queste due proposte e, ovviamente, la cosa così com’era non poteva funzionare: due elementi forti in un’unica soluzione si annullavano a vicenda e quindi c’è stato un lavoro di reciproco perfezionamento. Da una parte ho chiesto agli studenti di trovare un carattere bold, ma morbido, per avvicinarci allo stile del puppet, che fosse in grado di esaltarlo e senza sovrapporsi ad esso; dall’altra ho cercato di ridisegnare e migliorare il puppet per renderlo coerente e armonico a livello visivo col nuovo font.

Alfabeto Erix

Alfabeto Erix

Ma volevo qualcosa di più ed ho cercato di spingere verso una soluzione ancora più personalizzata e che potesse essere inequivocabilmente identificativa del Teramo Comix. Ho richiesto quindi ai miei giovani Padawan di cimentarsi nel disegno di un nuovo carattere, su carta e con pennarello a punta tonda.

Per questioni di calligrafia abbiamo scelto i disegni di Erik Solla, che ho lavorato in Illustrator e poi trasformato in Erix il font utilizzato per tutta l’immagine coordinata dell’evento.

È nata così la versione finale di Tixi, il nuovo logo del Teramo Comix.

Ma gli amici di Altrimondi non sapevano ancora delle versioni vestite di Tixi e quando lo abbiamo presentato nudo, sono rimasti un po’ perplessi: lo avevano sempre visto con gli occhiali e proprio questo dettaglio li aveva fatti innamorare.

In linea con l’animo irriverente del logo, ho realizzato una presentazione lunghissima, dove ho mostrato schema colore, studio sul carattere, versioni orizzontali e verticali, varie applicazioni e più passava il tempo e più vedevo nelle loro facce il disagio e la voglia di fermarmi e dire: ”ma perché hai tolto gli occhiali???”. Prima di scorrere l’ultima pagina con le 4 versioni del puppet insieme, mi sono bloccato e ho chiesto un loro parere. In modo imbarazzato non sapevano come dirmi la cosa, alla fine dopo averli fatti sfogare, mi sono scusato e con faccia triste e delusa ho mostrato l’ultima parte… sono letteralmente impazziti e mi hanno insultato… è stato divertente 😀

 

L: Grossomodo la dimensione del lavoro che hai svolto assieme agli studenti del corso Maythegraphbewithyou è chiaro, ma immagino che non sia tutto qui. Cos’altro c’è stato?

A: La progettazione della famiglia di puppet è stata solo la prima parte del lavoro. Ho preso per mano i nostri piccoli e ho lavorato con il mio studio alla nuova identità visiva dell’evento.
Ho progettato l’immagine coordinata: dalle indicazioni interne ed esterne dell’evento, al pieghevole con mappa; dalle cover e basi immagine per la pagina Facebook, alla progettazione del nuovo sito web.

In tutti i materiali ho cercato di tenere vivi i concetti di multidimensionalità e irriverenza, lavorando con uno schema colore a contrasto, in modo quasi dispettoso per via dello sfarfallìo che si genera, e destrutturando lo schema fumettistico delle vignette.

Ho lavorato inoltre alla campagna pubblicitaria a mezzo stampa dell’evento, progettando una serie di manifesti multisoggetto e 6×3, dirette al popolo nerd e in grado di rappresentare le varie anime dell’evento.
Anche qui ho cercato delle abbreviazioni inaspettate, sintetizzando in un unico soggetto universi in contrapposizione tra loro: come ad esempio lo scudo di Capitan America con l’emblema di Batman (Universo Marvel vs Universo DC) oppure l’elmetto Stormtrooper con logo di Star Trek (qui devo dire che non è stato facile per me).

L’effetto che volevamo ottenere era quello proprio di infastidire positivamente per generare una reazione del tipo “ma che cax?$%” tradotta nel claim, What The Fuck??? What the X… Questa è la X del Teramo Comix.

Per chiudere il cerchio, l’ultimo progetto di cui mi sono dovuto occupare (e di cui in genere non mi interesso, quindi siate clementi con le valutazioni) è stata l’animazione diretta al cinema in occasione della prima di Civil War, poi ritrasmessa sui vari canali dell’evento.

 

L: Adesso una domanda più dispettosa e in linea con l’identità grafica che hai realizzato, per capire se sei un vero appassionato di fumetti… I personaggi della graphic novel “Watchmen” sono ispirati ad alcuni dell’universo DC classico. Quali? 😀

A: Se devo essere sincero non posso definirmi un appassionato di comic, ma ho molti amici che lo sono e che per fortuna mi hanno fatto leggere Watchmen, V for Vendetta, Swamp Thing e altre cose di Alan Moore… quindi mi trovi preparato! E posso dirti che in realtà i personaggi di Watchmen sono basati su quelli Charlton Comics come Pacemaker, Captain Atom, Nightshade che la DC aveva acquistato ma usava poco, fatta eccezione per quello di Rorschach che invece si basa su The Question, già inserito nella continuity.

 

L: Mh, si, occhei, hai superato anche questa prova. Ora però dicci se sei soddisfatto del lavoro che hai svolto, o se c’è qualcosa che pensi avresti potuto fare meglio!

A: Sarei presuntuoso nel dire che non cambierei nulla o che tutto sia perfetto. Ad esempio ci sono delle cose da rifinire sul carattere, e per il flyer avrei potuto scegliere un tipo di carta in grado di assorbire meglio l’inchiostro e accentuare ulteriormente colori e altri particolari che forse ho notato solo io. Ma siamo solo all’inizio del nuovo percorso narrativo e devo dire che sono davvero molto soddisfatto ed orgoglioso di quanto fatto, delle modalità con le quali tutto è nato e si è evoluto.

Per questo mi sento di ringraziare sia Altrimondi che l’Università di Teramo per la fiducia e la libertà creativa che mi hanno concesso, per il rispetto dimostrato per il mio lavoro, oltre che per la sensibilità nel riconoscere la giusta importanza alla costruzione della nuova identità visiva del Teramo Comix. Sono stati a mio avviso fondamentali per la buona (o almeno lo credo) riuscita del progetto.

 

L: Come sai, noi del collettivo ne siamo stati entusiasti sin dai primi bozzetti che hai condiviso nel gruppo e il successo dell’edizione 2016 della fiera credo che sia anche merito della veste che le hai dato.
Io ho esaurito tutte le curiosità che avevo sul Teramo Comix e il tuo lavoro. A te l’onere e l’onore di chiudere in bellezza!

A: E tu fai tutto automaticamente come se niente fosse? È questo che sei? L’essere più potente dell’universo, ma allo stesso tempo solo una marionetta che segue un copione?

Siamo tutti delle marionette. Ma io sono una marionetta che vede i fili.

[Numero 9, Pagina 5, Vignetta 3-4]