Il 12 agosto 2016 Netflix manda in onda sul suo network i primi sei episodi della serie tv The Get Down.

Bum, poi lo schianto / Boom, then crash
Rumore di vetro infranto / The shattering of glass
Sul pavimento mi sono buttato / I dived to the floor
E il dolore mi ha attanagliato / Busted my ass
”Che diavolo è successo?”, mi sono detto / ”What the hell was that?” Was all that I said
Poi ho visto la pozza di sangue / Then I seen a pool of blood
E mia madre morta al mio cospetto / Then I see my moms was dead
Non ho provato alcuna emozione / No emotion in the commotion
Lo ammetto/ I wasn’t even sad
Neanche quando ho saputo / Even when I learned
Che il proiettile a mio padre era diretto / That the bullet was meant for my dad
In Vietnam era impazzito, poveretto / Vietnam made Pops crazy, He was already half-dead
Quindi perché non sparare a lui / So, why couldn’t that have been him
Che era un negletto? / That they shot in the head?

 

the_get_down_1Il piccolo e costoso gioiello da 120 milioni di dollari, ideato e scritto da Baz Luhrmann e Stephen Adly Guirgis, è incentrata su un gruppo di ragazzi che scoprono l’hip hop. Sono dei b-boy, che sognano l’arte e la musica in modo rivoluzionario basandosi su un nuovo genere musicale, sui graffiti e sulla break dance.

Il ”Get Down” è come una festa underground: è lasciarsi andare, festeggiare e buttarsi a terra se se ne sente il bisogno!

”Grandmaster [il Dj, nda] individua la parte del get down. A volte la batteria c’è solo per 10 secondi e il resto del disco è violini, canto e cazzate del genere. Non suona quella merda. E quindi mette lo stesso disco su due piatti. Mentre uno suona il get down, lui trova lo stesso punto sull’altro. Non so come faccia a sapere quando deve farlo, ma appena finisce uno, lui gira il mixer e il beat va avanti all’infinito. Se il beat va avanti, può farlo anche il paroliere.”
Shao

the_get_down_2Già dai primi minuti la serie tv si rivela un buon prodotto grazie al modo di raccontare storie attraverso l’hip hop, un genere musicale che si basa su 5 arti: Djing, MCing, Writing, B-boying, beatboxing.
L’hip hop purtroppo, oggigiorno, è sottovalutato, sfruttato e spremuto sino ad esser diventato una macchina macina soldi.
All’inizio degli anni ’70 il genere nasce come forma di espressione per liberare gli animi di chi lo produceva. In questo modo il primo episodio fa il suo esordio, facendoci conoscere il paroliere Ezekiel: un adolescente con la passione per la poesia in 4/4.
La nascita della poesia musicata, a quei tempi, era il modo con cui un adolescente, ma più in generale chi ne aveva voglia e soprattutto abilità, poteva esprimere i suoi sentimenti, la rabbia e l’insoddisfazione. E quando si parla di rabbia e insoddisfazione non possiamo non parlare di Mylene. Compagna di classe e grande amore di Ezekiel, ha la passione per il canto e sogna di diventare una star della disco music. Ma, ahimè, Mylene è ostacolata dal padre: il Pastore Ramon (aka Gustavo Fring *blink-occhiolino*, nda). Lui vede questo genere come quello del diablo e le impedisce in tutti i modi di inseguire il suo sogno.

Sono i tempi dei capelloni e delle basette, degli smanicati di jeans col pellicciotto, dei pantaloni a zampa di elefante, le camicette a motivi floreali, delle gonne lunghe fino alle caviglie; del passaggio rivoluzionario dal funk alla disco music, dall’hip hop al punk.

Ambientata in un posto dove di ridente ci sono solo i colori degli abiti e la musica disco trasmessa nei locali luoghi di peccato, la serie tv è ambientata nel Sud del Bronx.

Netflix ci catapulta a metà degli anni ’70 per raccontarci dell’America the_get_down_3post Vietnam e Watergate, con le banche sull’orlo del fallimento. Ci porta nell’era del mito di Bruce Lee, a cui il misterioso uomo chiamato ”Shaolin 007 Fantastic” fa sempre riferimento (tanto che ha la fibbia della cintura con la sua immagine, nda). Shao è l’uomo di cui nessuno conosce l’identità che salta da un edificio all’altro, i giovani sanno riconoscerlo solo dalle sue Puma rosse; intanto lui se ne va in giro per la città, tra un misto di parkour e karatè, a diffondere la sua personalissima arte: il graffitimo, centralissimo tema oltre agli altri già citati.

Altra forma d’espressione della cultura hip hop sono i disegni e le frasi filosofiche, disegnate con le bombolette spray sui lati dei vagoni dei treni. Portano per i distretti le tag degli artisti, viste dai borghesi come segno di malato vandalismo, mentre in tv trasmettono solo visi pallidi che parlano del loro prodigarsi per la comunità.

Intanto le case del proletariato cadono a pezzi e per le strade ci sono scorrerie di bande criminali.

”Tutte notizie adatte alla pubblicazione” / All the news that fits the print
Ma della morte di mamma non hanno parlato / Mama’s death went unreported
Non un accenno, una parola, un’annotazione / Not a whiff, word or hint
”Di noi negri non importa a nessuno” / ”They don’t care about us niggas”
Di mio padre era questa la spiegazione / Is how my pops explained it
Ma io ho saputo di essere ”un negro” / But I didn’t know I was a nigga
Solo dopo la sua rivelazione / Until my dad proclaimed it
Sei mesi dopo anche lui se n’è andato / Six month later my pops was dead, too
Per storie di droga è stato ammazzato / Drug-related shots fired, His skin turned cold blue
Al telegiornale, la moglie del Presidente / On the news that night
Aveva un nuovo taglio di capelli / The president’s wife got a new hairdo
Il conduttore diceva: / The news guy said:
”A me piace. Secondo voi sono belli?” / ”I like it. How about you?”
Sul Post o sulla CBS / No word about my pops
Su mio padre neanche una parola / In the Post or on CBS

Un dettaglio che si ripete frequente è il montaggio alternato a tempi brevi.

In The Get Down c’è continuità visiva tra ciò che succede in due posti non vicini geograficamente e in cui si sta svolgendo la medesima situazione.

In alternativa ci si trova di fronte allo stesso discorso ripetuto due volte ma con differenti responsi.

Sempre per quanto riguarda lo stile, c’è da mettere in risalto sul piano registico l’uso dei primi piani a dettaglio usati come focus in.
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Chicche che ci rimandano allo stile cinematografico dei film del secolo scorso.

”Perché?”, è la domanda che, cazzo /Why was that, you ask?
Gridi a squarciagola / Take a fucking guess
Eh, già, perché? / And, yeah, why is that?
I politici dovrebbero chidersi quello / Is what politicians should be asking
Ma chi ha il tempo di farsi delle domande / But who’s got time for questions
Se andare a sciare ad Aspen è più bello? / When y’all skiing up on Aspen?
Nel Bronx ti sparano in testa / Bronx het gunshots to the head
E voi ci annebbiate il cervello / And all y’all swerving us is Aspirin
Mia madre era così bella / My mama was so lovely
Che vi avrebbe fatto tremare il cuore / She would have made your head spin
Giocate sullo stesso campo / Level the playing field
Vedrete chi sarà il vincitore /And y’all would see who would really win
E, sì, sono arrabbiato / And, yeah,I got anger
Ma non mi lascio abbattere / Nut I don’t let it take me down
Perché mia madre mi sorregge / Because my mama taught me better
E mi ha insegnato a combattere / and she holds me up when I fall down
Riposa in pace, mamma / Rest in peace, Moms
Non preoccuparti per il tuo bambino sentimentale / Don’t worry about your son
Un giorno ti renderò orgogliosa di me / Someday I’ll make you proud
Perché io sono speciale / Because, yeah, I am the one

– Ezekiel