Io sono uno di quelli che il fumetto se lo disegna in casa, si paga le stampe e va a giro a “pascolare” il proprio prodotto, e che a volte (spesso) si pone delle domande.

Una volta, se volevi pubblicare un fumetto, avevi sostanzialmente due sole vie: un editore che lo facesse per te oppure la cara e vecchia fotocopiatrice. Te lo disegnavi, lo copiavi e lo vendevi porta a porta. Con l’evolversi della tecnologia, di internet e con l’annullamento degli intermediari e delle distanze le cose si sono semplificate. O no?

Forse è proprio questa rinnovata facilità di pubblicazione che crea nuovi mostri.

Oggi, alla luce di quanto detto sopra, se sei un fumettista e vuoi vedere pubblicate le tue opere, esistono sostanzialmente tre vie principali.

 

Liscia: è il metodo classico.
Anni ed anni di gavetta, prove, portfolio, presentazioni, chilometri, mail,  fiere. Poi, se sei bravo e piaci, hai la possibilità, remunerata, di farti vedere dal pubblico, quello grosso.
Certo, può capitare che, invece dei tuoi personaggi e delle tue storie, sia obbligato a dar vita a personaggi e storie di altri, ma è a tutti gli effetti un lavoro subordinato, quindi ha vantaggi e svantaggi. Sei pagato, ma hai un “capo” che vuole dei risultati.

Una tavola da "The Killing Joke". DC comics. Esempio di fumetto edito da un editore.

Una tavola da “The Killing Joke”. DC comics. Esempio di fumetto edito da un editore.

 


Gassata: è la via dell’autoproduzione.
Disegni e scrivi (oppure fai parte di un gruppo o collettivo in cui ci si dividono i compiti), poi impagini, stampi, confezioni il prodotto in maniera autonoma, autoprodotta e indipendente nel senso più ampio del termine. Quindi prendi le gambe e vai alle fiere, sagre, fumetterie per vendere il tuo prodotto. In questo Facebook in senso stretto e internet nel senso più ampio, ti vengono incontro.

Mostro e Pizzo, esempio di fumetto prodotto in maniera indipendente, edito direttamente sulla propria pagina Facebook.

Mostro e Pizzo, esempio di fumetto prodotto in maniera indipendente, edito direttamente sulla propria pagina Facebook.

Puoi raggiungere persone a cui non saresti mai arrivato in così poco tempo fino a dieci anni fa.
Tutto questo ha un costo che devi sostenere personalmente (o qualcuno lo deve sostenere per te), ma sei libero. Libero di proporre e produrre proprio quello che vuoi come lo vuoi, senza imposizioni, committenti, gusti dell’acquirente, continuità da rispettare, libero di abbandonare e cambiare, stravolgere, sperimentare. E’ tutto nelle tue mani, oneri ed onori, scelte, spese e guadagni. Sei l’autore, l’editore, il distributore. Ma è tutto sulle tue spalle.

In questo frangente possiamo inserire la sottocategoria del webcomic prodotto in proprio.
Puoi pubblicarlo a titolo gratuito su piattaforme apposite oppure sul tuo sito web (cambiano i numeri delle persone che potenzialmente possono fruirne). Normalmente non ha un costo vivo ma tendenzialmente, a meno che non si  usino piattaforme tipo Patreon o simili, non si ha neanche un introito.

Zack Void è un fumetto indipendente completamente autoprodotte, la cui versione in inglese è, invece che cartacea (come l'italiano) affidata al portale Tapastic.

Zack Void è un fumetto indipendente completamente autoprodotte, la cui versione in inglese è, invece che cartacea (come l’italiano) affidata al portale Tapastic.

 


Ferrarelle: è la nuova via, intermedia.
Il crowdfunding. E’ l’invenzione della nuova era. Una specie di colletta tecnologica in cui si propone un prodotto ad un pubblico. Non tutte le piattaforme di crowdfounding funzionano allo stesso modo. Prendendo spunto da Produzioni dal Basso ecco le modalità di funzionamento:

  • tutto o niente: definisci il budget, la scadenza e le eventuali ricompense. Raccogli i fondi solo se raggiungi o superi il budget che hai impostato inizialmente;
  • donazione: stabilisci la durata del progetto e raccogli i fondi, nessun budget da raggiungere e nessuna ricompensa;
  • raccogli tutto: definisci il budget, la scadenza e le eventuali ricompense. Raccogli i fondi anche se non raggiungi il budget con tutti i metodi che preferisci.

In linea teorica non investi un capitale di tua tasca, se non per pubblicizzare il crowdfunding.
Lo svantaggio è che, a committenza, stai nel mezzo. E quindi è vero che puoi proporre quel che vuoi, ma è anche vero che, siccome devi abbracciare un pubblico più ampio possibile perché ti finanzi, devi un attimo limare le asperità, cercare di fare un prodotto il più trasversale e appetibile possibile.

The Shadow Planet è una delle ultime campagne Crowdfunding di successo.

The Shadow Planet è una delle ultime campagne Crowdfunding di successo.

È un ibrido tra i due precedenti. Valido, e comunque non vincolante, nel senso che puoi comunque proporre la cosa come vuoi senza filtri. E sperare che la cosa trovi riscontro nei gusti del pubblico. Senza arrufianartelo.

È importante che chi il fumetto lo vuol fare sappia in partenza cosa lo attende e quali sono i traguardi che si prefigge.
Nessuno dei metodi sopracitati è migliore degli altri: sono tutti validi e tutti rischiosi.

Voi verso quale vi state orientando? Parliamone.