Quando si parla di comicità toscana spesso, troppo spesso, la frase “La ‘o’a ‘ola ‘on la ‘annuccia ‘orta” è il primo commento che si sente pronunciare e purtroppo non a torto. Molti registi e attori infatti puntano tutti i loro incassi ai botteghini sulla gorgia e facendo film che rasentano il demenziale da cinepanettone. Pieraccioni, Ceccherini, Paci, Panariello ecc dovrebbero e vorrebbero essere le nuove punte di diamante della scuola comica di origine etrusca, ma in realtà non riescono a esprimere il sarcasmo che la contraddistingue.
I veri rappresentati di tale scuola sono da considerarsi altri, solo per citarne alcuni: Benigni (ovviamente) e la sua spalla storica il Monni (che oltre ad essere stato un grande attore era anche un poeta ineguagliabile), Novello Novelli (il più grande caratterista made in Tuscany), Athina Cenci (pratese d’adozione) e Alessandro Benvenuti (fra i vari suoi film è doveroso sottolineare ‘Benvenuti a casa Gori’, che descrive perfettamente lo stereotipo del natale Toscano), nonché ovviamente Francesco Nuti e mi riferisco al Nuti degli anni ’80 e i primi ‘90.
Francesco Nuti è un personaggio poliedrico, attore, regista, sceneggiatore e musicista; nasce a Firenze e si trasferisce da piccolo in provincia di Prato. Inizia la sua carriera nel trio cabarettistico i Giancattivi insieme ad Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, nel 1982 decide di intraprendere la carriera da solista e da qui è un continuo crescendo, fino al declino della seconda metà degli anni ’90.
Francesco Nuti

Francesco Nuti

I suoi film più importanti sono indubbiamente Caruso Pascoski di padre polacco e Donne con le gonne e in entrambi esprime tutto il suo potenziale. Il secondo ha una connotazione più matura in cui un uomo semplice e all’antica, Renzo Calabrese, si imbatte e si innamora di Margherita, interpretata da una meravigliosa Carole Bouquet. Due persone estremamente diverse che vivono una relazione difficile ma che caparbiamente portano avanti. Il film immortala un’Italia in fase di trasformazione attraverso il cambiamento delle donne: dalle femministe rivoluzionarie degli anni sessanta e settanta alle donne in carriera degli anni ‘80,  il tutto amalgamato dalla voce fuori campo di Gastone Moschin.
Nuti si è sempre avvalso di bellissime donne per interpretare i ruoli femminili quali, ad esempio, Giuliana De Sio (Chiara in Io, Chiara e lo Scuro e nel sequel Casablanca, Casablanca), Clarissa Burt (Giulia in Caruso Pascoski di padre polacco), Carole Bouquet (Margherita in Donne con le gonne). A differenza delle ‘nuove leve’ non ha mai assegnato loro il ruolo di velina, anzi ha sempre raccontato il rapporto uomo-donna come una simbiosi, narrando storie comuni ma al tempo stesso mai banali.
Purtroppo la sua carriera ha avuto una brusca fase discendente, non riuscendo poi a realizzare nuovi film di successo, il che lo ha portato alla depressione. Ciò non gli toglie il meritato diritto di essere un importante e apprezzato regista e attore italiano.
Alcuni spezzoni memorabili dei suoi film che hanno fatto la storia del cinema, iniziando dal monologo del Monni in Caruso Pascoski:

Lo psicanalista, sempre Caruso Pascoski:

Il dialogo con Novello Novelli in Madonna che silenzio c’è stasera:

In Io, Chiara e lo Scuro esprime la sua grande passione per il biliardo: