Identità, relazioni, emozioni, sogni. Di questi elementi sono costituiti la fotografia e l’universo in cui si muove Flora Borsi.

Questa giovane artista ungherese unisce fotografia e fotomanipolazione per creare immagini che nell’osservatore suscitano delle emozioni vere, profonde.

Come nel caso di Lookbook dove la semplicità della composizione, combinata con un’illuminazione tenue di stampo quasi Vermeeriano, suggerisce un’atmosfera intima, che si rifugia in se stessa, quasi intimorita dall’essere violata dallo sguardo di chi osserva.

 

 

Un’intimità che spesso si ripresenta nella sua produzione, come filo conduttore che riaffiora in maniera più o meno evidente in tutte le opere.

In IRÉEL questa intimità si riaffaccia, mescolata ad elementi fotografici e pittorici.

Un pittore iperrealista mira a raggiungere un risultato che si avvicini il più possibile ad una fotografia. Il risultato ideale di un “fotografo pittorico” è l’equivalente visivo di un quadro

Così Flora descrive lo spunto per la creazione di questo progetto, che chiunque abbia una certa dimestichezza con la suite Adobe non avrà difficoltà a riconoscere, dato che una di queste immagini è stata proprio utilizzata dalla software house di San Jose per il lancio di Photoshop cc 2014.

Ma l’introspezione non è la sola tematica che ci viene proposta: anche l’ironia, dote mai da sottovalutare quando si tratta di arte, si affaccia nella serie Stockify.

Un’ironia non priva di una riflessione profonda, che indaga la perfezione propugnata dal mondo della moda, come la incontriamo ogni giorno nelle riviste patinate, nei programmi TV, nel cinema: un canone estetico svuotato di ogni significato. E allora perché non prendere questo canone e ribaltarne totalmente il punto di vista?

Amo l’imperfezione quanto amo il surrealismo

Questo il pensiero che sta alla base di questa serie, dove a fotografie di moda trovate online viene applicato un “Distouch“, neologismo che sta ad indicare il processo opposto al Retouch, che spesso viene utilizzato in maniera pesante nelle immagini destinate alle grandi riviste.

Queste immagini sono i miei piccoli mostri, nessuno vorrebbe sembrare come loro, perché sono totalmente unici

 

L’uso del fotoritocco è quindi messo in risalto, non dissimulato, elemento cardine nella creazione di immagini che nell’intento dell’artista vogliono shoccare, far sorridere o invitare ad una riflessione lo spettatore.

Il mio intento è ispirare un pensiero nella mente di chi osserva, fagli provare le emozioni che io stessa provo

Un motivo valido per conoscere l’opera di un artista che va al di là della pura estetica visiva.