A farci compagnia sul palco virtuale di Brotherhood c’è oggi una coppia creativa. Al contrario di quel che la mente istintivamente suggerisce non parlo di un copy e un art, ma di una designer di prodotto e di un grafico: Serena Fanara ed Emanuele Grittini.

Come nei migliori classici disneyani, tutto ha avuto inizio con la bella che chiede aiuto e il baldo giovane che prontamente accorre. Solo che questa volta non siamo in un castello fatato, né in un bosco incantato, bensì nel gruppo della Massoneria Creativa.

 

Dettaglio di una lampada SeFa

Dettaglio di una lampada SeFa

L: Serena ed Emanuele, a voi le presentazioni!

S: Ciao sono Serena Fanara, architetto e designer, e mi occupo di creare oggetti che si trasformano in grandi installazioni luminose per grandi eventi e, da qualche anno, ho ideato e produco una linea di arredo e illuminazione, SeFa.
E: Io sono Emanuele, graphic designer freelance di Milano che ha scelto questo lavoro quando, per necessità, ha cambiato istituto superiore, finendo in un liceo artistico con solo l’indirizzo di grafica pubblicitaria. Da allora ho scelto di andare avanti su questa strada perché adoro l’arte e il design, e mi ritengo anche un po’ geek.

 

L: Come ho accennato poco più su, la collaborazione tra voi è nata grazie a un post che Serena ha pubblicato nel gruppo Facebook della Massoneria Creativa, chiedendo chi fosse disponibile a progettare il catalogo della sua linea. Ci raccontate i primi passi?

S: Giusto, ho conosciuto Emanuele quando nel gruppo ho chiesto qualche consiglio su come impostare il catalogo e, dopo uno scambio di suggerimenti, Emanuele mi ha proposto di lavorare a tutto tondo sull’immagine del marchio.
E: Creare un catalogo, senza che fosse supportato da un’identità grafica, non avrebbe infatti espresso a pieno il lavoro e i prodotti di Serena. I primi passi di progettazione sono stati complessi perché ho dovuto capire la sua filosofia e in che modo interpreta il lavoro, prima di disegnare la brand identity SeFa…
S: … e siamo finiti col progettare e realizzare il logo, le grafiche dei flyer e dei biglietti da visita, per poi arrivare al catalogo.

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L: Serena è una designer di prodotto, Emanuele un grafico. C’è qualcosa che vi accomuna e ha fatto sì che si instaurasse una rapporto di fiducia professionale tra voi?

S: Il lavoro è stato sicuramente facilitato da una comunicazione amichevole perché, sebbene non ci conoscessimo di persona, l’essersi incontrati più volte nel gruppo ha reso il dialogo tra noi molto sciolto. Penso che questo mix di rapporto di amicizia percepito e assenza di conoscenza reale ci abbia permesso di comunicare facilmente e, allo stesso tempo, non dare niente per scontato. Andando via via avanti, la professionalità e la bravura, il gusto estetico e la fantasia hanno fatto quello che, magari, con una persona che si conosce da tempo non sarebbe venuto fuori.
E: A quello che ha già detto Serena aggiungo che sicuramente il mio amore per la natura mi ha permesso di comprendere lei e le sue creazioni; dal mio canto ho apprezzato lo spirito innovativo che ci ha dato modo di trovare insieme soluzioni diverse e anche un po’ pazze.

 

L: Emanuele, qual è stato il processo creativo che hai seguito per progettare l’identità grafica SeFa?

E: Non è stato semplice perché sono partito dall’assunto, sbagliato, che un architetto desideri qualcosa di lineare e geometrico. Infatti le prime bozze sono state disastrose dal punto di vista dei feedback e ho capito di essermi fissato su uno stereotipo.
Dopo di che ho aperto la mente a tutte le ispirazioni che poteva darmi, chiedendole di inviarmi esempi di  identità grafiche che potessero rispecchiarla. Da quel momento la strada è stata tutta in discesa, perché ho compreso il suo modo di pensare e l’immagine che voleva dare di sé come professionista.
È stato a quel punto che il progetto ha preso una svolta: la scelta del pantone per il marchio è stato uno shock per lei che non si aspettava una scelta così ardita, ma ne ha compreso il senso e mi ha lasciato campo libero.

Animazione del logo SeFa

Animazione del logo SeFa

 

L: A fronte dell’identità progettata da Emanuele, quanto e in che modo è cambiato il tuo modo di presentarti, Serena?

S: Scherzando, quando mi ha proposto logo e colore del marchio, gli ho detto che mi avrebbe fatta diventare una femminuccia, io che vesto sempre in nero e con qualche attrezzo da lavoro in mano! Effettivamente lo stile che ha creato mi rappresenta, ha colto probabilmente un aspetto di me che io non notavo. Confrontandomi con amici e clienti, sono stati tutti concordi nel dire che il logo è perfetto per i prodotti che realizzo, con le forme morbide e i richiami alla natura che inserisco, nonché col gusto molto femminile che effettivamente trapela dalle mie creazioni.

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L: Per chiudere l’intervista avete scelto di dirci cosa trovate nella Massoneria Creativa 🙂

S: La partecipazione a questo gruppo sta diventando per me sempre più importante, sia da un punto di vista personale che professionale. Oltre alla collaborazione con Emanuele, avevo già lavorato con Santino Bellinvia che ha realizzato il sito serenafanara.it; e recentemente ne ho avviata una nuova con Sergio Pinto di Geofelix, con il quale sto realizzando delle lampade smart da parete a luce LED, gestibili da cellulare, che danno ai clienti la possibilità di decidere non solo il colore ma anche l’intensità di luce. Per cui, che dire, lunga vita a questo gruppo, fonte di grandi collaborazioni!
E: Sono nella Massoneria Creativa sin dai primordi, non ricordo bene come sono entrato, ma devo dire che, sin da subito, ho visto un clima completamente diverso rispetto al solito. Le persone in questo gruppo si aiutano, c’è solidarietà e confronto pacifico, nonostante qualche screzio e battuta un po’ tagliente, ma pur sempre in un ambiente familiare dove rimane il rispetto per il lavoro altrui e le idee. Grazie al collettivo ho incontrato molti professionisti che hanno saputo stimolarmi, persone con cui ho iniziato collaborazioni e che ho aiutato, come Serena, con le mie capacità. Penso che questo gruppo sia destinato a grandi cose, come chi da sempre ne fa parte.

 

Per avere qualche notizia in più sul lavoro di Serena e la sua produzione, vi suggerisco di leggere qui, mentre potete collegarvi alla pagina Facebook o di Behance di Emanuele per approfondire il suo lavoro.

E come in tutte le favole che si rispettino, non mi resta che concludere con un bel e vissero felici e contenti!