WHATS_PAST_IS_PROLOGUE(La creatività è) la manifestazione di qualcosa di intangibile, una sorta di alchimia che parte da dove si prendono i materiali di base e il rimodellarli come l’oro, tranne a volte farne un mostro di Frankenstein composto di tutti i demoni. È un po’ come giocare a Dio, a tal riguardo.

Si tratta di parti uguali di frustrazione, malinconia, rabbia, tenacia e il desiderio di essere ascoltato. Basta mescolare e aggiungere un pizzico di aglio e oplà. Successivamente vi è o un enorme senso di trionfo o di sconfitta. Anche una possibile indigestione. Il metodo ed i tecnicismi evolvono certamente, ma l’aspetto importante è avere bisogno di farlo, è molto codificato nel mio DNA e lungo il percorso degli autobus dove viaggio.

misery-aquanits-man-with-strange-bedfellowsDavid Van Gough è un autoproclamato artista Necrorealista che, utilizzando l’allegoria, racconta un accresciuto senso di mortalità e la follia dei sotterranei anfratti della mente.

Cresciuto a Liverpool in Inghilterra, in una villetta a schiera che si affacciava su un cimitero (lo recita la sua biografia ufficiale, non mi invento niente .ndr), fin da piccolo divora i fumetti della CE Horror, si interessa all’occultismo negli anni ’70, all’elettronica, e vive il senso di colpa cattolico. Nelle sue illustrazioni (che fanno da base a quadri pieni di colore) si possono vedere tutte le influenze che si mescolano, da Bosh all’iconografia religiosa, ai fumetti horror e fantascientifici degli anni settanta fino ad un certo modo di trattare la luce e le forme.

Un tuffo quasi psicoanalitico nel bagaglio mentale di una certa generazione cresciuta fra contrasti e restrizioni, ma anche carica di creatività e fantasia.

Un tuffo, chiaramente, che io vi consiglio di fare.