Brotherhood, la rubrica che vi fa delle domande e vi dà delle risposte, è lieta di presentarvi oggi la visual artist e consorella Valentina Zampedri.

Il suo percorso artistico, sviluppato tra l’istituto d’arte e l’Accademia di Belle Arti di Brera, si snoda lungo un continuo sperimentare tecniche e medium di ogni tipo, spaziando dall’illustrazione tradizionale a quella digitale.

In Incontri, ad esempio, illustrazione realizzata in acrilico su cartoncino vegetale, possiamo vedere come Valentina fa sue e rielabora tematiche e processi a metà tra espressionismo astratto e astrattismo vero e proprio, in una composizione bilanciata che invita l’occhio dell’osservatore a perdersi tra volti e personaggi appena accennati.

Incontri

Incontri

E proprio l’interesse nell’astrattismo si manifesta in maniera evidente negli Studi astratti di cielo, realizzati con inchiostro su carta di riso. In queste opere è il colore, e le sensazioni ad esso associate, a fare da padrone nel comunicare emozioni e stati d’animo.

Spostandoci sul versante digitale della produzione della Zampedri, notiamo come l’uso di un medium, considerato da molti puristi come “freddo”, non ne sminuisce affatto la forza comunicativa, a conferma del fatto che la capacità di trasmettere emozioni dipende per la maggior parte da ciò che risiede dentro l’animo dell’artista, piuttosto che dalla tecnica o dai materiali utilizzati.

In Spirito perduto il segno grafico fitto e nervoso, e la monocromia, uniti al soggetto, danno come risultato un’opera dal sapore introspettivo e malinconico.

Spirito perduto

Spirito perduto

Tutt’altre sensazioni ci comunica l’illustrazione Nudo, in cui la dolcezza del colore e la morbidezza di un tratto leggero ed etereo creano un’atmosfera pacata e rilassante.

Nudo

Nudo

Dando uno sguardo più ampio possiamo quindi notare come il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui è immerso, visti tramite una lente onirica e fantastica, ed elaborati attraverso uno stile mai ripetitivo ma sempre riconoscibile, sono i tratti peculiari che contraddistinguono la nostra talentuosa consorella.

Vi lascio quindi con una citazione tratta dai suoi diari:

“L’arte non è un’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima, al movimento del triangolo. E no, il triangolo non è quello che state pensando”.

Rifletteteci.