Luciana Saccomani è un membro anziano della Massoneria Creativa poiché nel collettivo da prima che entrasse a farne parte la maggior parte degli attuali iscritti, me compresa.

Ho scelto di inaugurare le interviste di Brotherhood con lei perché è una Professionista con la P alta, di quelle che si vede e sente poco perché impegnata a fare il mestiere, e che quando parla lo fa con cognizione di causa, senza sbavature. Ve la presento in occasione della recente pubblicazione della Guida 2016 Le Soste, un volume di cui ha curato la realizzazione e che ci racconta personalmente.

 

Let: Cominciamo dal principio, chi è Luciana, cosa fa e perché.

Lù: Ciao a tutti, sono Luciana Saccomani e sono una graphic designer.  Mi occupo principalmente di immagine coordinata e di progettazione editoriale.
Perché lo faccio? Me lo chiedo spesso anche io e mi rispondo che, forse, è per il maledetto masochismo che cova il mio cuore appassionato di grafica.

 

Dettaglio del dorso

Dettaglio del dorso

Let: Hai curato la progettazione del volume 2016 de Le Soste. Innanzitutto, di che si tratta?

Lù: l’Associazione Le Soste nasce nel 1982 dall’idea di alcuni grandi chef e ristoratori che decidono di riunirsi per scambiare idee e progetti sulla cucina italiana, e diffondere gli ideali di cultura gastronomica, convivio, accoglienza, cortesia e raffinatezza.

La Guida è la pubblicazione che, con cadenza annuale, racconta i ristoranti soci e presenta i nuovi associati alla clientela. Viene redatta e pubblicata nelle edizioni italiana e inglese, a cura di Mediavalue, l’agenzia di comunicazione per cui lavoro.
Fino a quest’anno il volume non era in vendita, solo in distribuzione presso i ristoranti dei soci. Proprio qualche sera fa, invece, il 10 maggio, l’edizione 2016 è stata presentata da Eataly Smeraldo, a Milano. Successivamente sarà venduta in tutte le sedi italiane.

 

Let: La Guida ha un design molto minimale in bianco e greige. Come siete arrivati alla scelta di questo stile, alla selezione delle tonalità e delle font?

Lù: Curo il design de La Guida da circa 5 anni durante i quali abbiamo intrapreso un percorso di sintesi della linea grafica. L’intento è far uscire al massimo le immagini, con l’aiuto del bianco, di elementi grafici essenziali e un carattere molto fresco, il Chevin.
La scelta cromatica invece era obbligata: la palette dell’Associazione è composta da rosso scuro, oro e nero. Il greige l’ho aggiunto come colore-non-colore, e poi, si sa, il grigio sta bene con tutto!

 

Let: Dalle tre immagini qui sotto sembrerebbe che hai impostato una gabbia di impaginazione uniforme per la presentazione di chef, ristoranti e piatti. È stata una scelta di carattere stilistico o legata ad altri fattori?

Lù: La gabbia grafica è volutamente identica perché ogni socio abbia la stessa importanza rispetto agli altri.

 

 

Let: Immagino che la realizzazione del progetto ti ha portata a relazionarti anche con i clienti. Visto l’argomento così in voga in questo momento, è stato più faticoso avere a che fare con il team de Le soste o con gli chef?

Lù: Con l’Associazione e gli chef c’è sempre molta collaborazione e, ti dirò, parecchia cordialità.
Le difficoltà maggiori sono state più che altro riuscire a contattare i cuochi, poiché spesso sono in giro per il mondo per lavoro; ma anche richiedere e ottenere i materiali iconografici nei tempi necessari alla realizzazione, stampa e consegna della guida. Ad ogni modo la parte di gestione del cliente non era esclusivamente a mio carico, ma in condivisione con i colleghi dell’agenzia.

 

Let: In che modo Le Soste ti ha supportata nel lavoro?

Lù: Trovo che la libertà di proporre e vedere approvato un progetto, quasi senza che mi siano state richieste modifiche grafiche, sia un’ottima partenza e il miglior supporto che si possa ottenere da un cliente.

 

Let: Quale aspetto del progetto avresti voluto curare maggiormente, avendo più tempo a disposizione?

Lù: Avrei voluto avere più tempo per calibrare le cromie. Le immagini provengono da fotografi diversi e hanno impostazioni a volte estremamente diverse fra loro per tonalità, sfondo e scelte stilistiche in generale.

 

Let: Una risposta a una domanda a piacere!

Lù: Che lavoro ti piacerebbe fare da grande, Luciana? Vorrei aprire un’enoteca; nel collettivo potrei trovare parecchi fedeli clienti!
E poi… posso fare un saluto? Volevo salutare… voi sapete chi 😉

 

In attesa che Luciana apra la sua enoteca e che mi inviti all’inaugurazione, vi lascio con qualche immagine de La Guida. Ci sono anche due varianti della copertina del volume che sono state scartate e, queste, non le trovate da nessun’altra parte!