Brolin Mystère, capolavori senza volto

Brolin Mystère, capolavori senza volto

Assodato che sono una persona poco allegra, oggi, signori e signore, vi presento Brolin.
Cominciamo.
Felice lunedì, ragazzuoli, da me, Resli e Brolin.
Oggi vi propongo lui per la vostra playlist chill/elettronica di Spotify!

L’ho conosciuto in un modo esilarante direi: guardavo la serie TV Teen Wolf.
La puntata, senza spoilerare, iniziava con quella che poi sarebbe diventata la mia canzone preferita della settimana, Reykjavik chiaramente. E quando vi innamorate totalmente di un brano al primo accordo, si sa, cacciate fuori lo Shazam di turno e investigate AF:

1. Chi è Brolin?
2. Da dove è uscito?
3. Perché l’ho scoperto solo ora?

Interrogativi rimasti tali, dal momento che Wikipedia ne ignora del tutto l’esistenza. E neppure gli altri canali sono stati molto eloquenti.

Quello che vi posso dire è che viene dalla Gran Bretagna ed è contornato da un fitto alone di mistero.
Come se volesse che la sua musica fosse il suo volto, motivo per cui lo ammiro.

L’album, composto da undici brani, probabilmente era in incubazione da un po’, considerando i diversi singoli da cui è stato annunciato. Tra questi c’è Nightdriving, che “dà il LA” al disco.


You should Go.

Nightdriving è il brano che introduce l’album.

Tutta l’aria di mistero, di oscurità e di malinconia a cui Brolin ha cercato di indottrinarci, non mostrandosi mai, la possiamo percepire dai synt e dall’aria nella sua voce.

Delicata, un sussurro, come se non volesse rivelarci la sua posizione, ci dice che dovremmo andarcene.

Uh, uh uh, lights of flesh and bites


Swim, swim, swim deep.

Le tracce sono una diversa dall’altra, scollegate tra loro.
Swim Deep, infatti, è più grintosa e ci riporta ad un clima meno confuso. 
È una dimostrazione della versatilità dell’artista.

Quasi tutti i brani raccontano l’amore, questo invita a immergersi fino in fondo dentro per potersi sentire liberi.

Free For Ever


Pick me up, Hold me down.

Kingston è un brano molto sensuale, la voce altalena tra Chet Faker e gli Alt-J.

I clap incalzanti sulle corde contribuiscono alla sensualità del brano. E anche questo, come Reykjavik, l’ho scoperto perché sentito in Ballers, un’altra serie tv.

I guess we’ll fade to white


I need you, For Ever

I Need You, è il più delicato e il più felice di tutti, non del tutto lontano dallo stile di Swim Deep. Nulla di nuovo, se non fosse per le voci celestiali che danno un effetto coro della chiesa.

Save me


If you ask me to stay

Oddio, eccola, eccolaaa: Reykjavik!
Conteniamo l’entusiasmo, va tutto bene.

Il fatto è che questo brano non ha nulla che sia fuori posto: la scelta dei suoni, del bpm, del testo dell’intenzione.

Ascoltatene e godetene tutti, in loop.

Stay


Life is short

NYC è un sacco ambientale come sonorità.
La voce soffusa, nascosta dalle rotaie simulati e dai campanellini, ci riporta a quella malinconia tanto cara a noi popolo di disagiati.
Abbracciandoci, delicatamente, ci culla in un sogno dove siamo scappati nella tanto ambita NYC.

Run Away, NYC is the place I have to be

Brolin Mystère, capolavori senza volto

Brolin Mystère, capolavori senza volto


Believe

Con Believe orniamo un po’ al clima confuso e triste di Nightdriving.
L’intro lenta, solo voce, già ci lascia presagire quello che verrà.
Il testo non è molto lungo, anzi, è un mantra angosciato.

Adoro questo brano.

Believing


Sitting Alone

Bercelona forse è uno dei più particolari, lodevole la scelta dei suoni, un po’ old school (anni ’80).
La voce calda cammina su un pattern di bonghi, sembrerebbe; il basso è davvero sfizioso così come i synth, tutto è messo nel posto giusto.
Mette voglia di ballare e di muoversi, a chiunque, su non fate i timidi.

Barcelona’ days


I don’t mind; I can wait.

Koln è un altro brano molto malinconico, dove la voce, soave sussurro, ci culla su un tappeto di clap, piano e corde. Il testo e la metrica accrescono l’aere mellifluo che la scelta dei suoni da già.

You can lean into this sweetness.


Tenderness for ever and a day

Tenderness è molto scuro, piuttosto sporco, a discapito del titolo (tenerezza). Certo la voce, per quanto robotica, resta molto “tenera”. I suoni disturbanti, come dei ronzii, si rincorrono con dei pezzettini di voce campionata.

It’s never clear


Never Forget

In Animal Parade il ritmo si fa più lento, le armonizzazioni garantiscono un forte impatto emotivo, soprattutto per il modo in cui entrano. Come al solito la malinconia è tangibile, anche all’ultimo morso.

In questo brano c’è qualcosa di Chet Faker, qualcosa degli Alt-J, qualcosa degli XX, ma anche qualcosa di Josè Gonzalez.

La melodia lascia immaginare una sorta di contesto post apocalittico, dove siamo rimasti soli, con il nostro dolore.
Chiaramente, anche questo brano mi piace.

I’ll be there, smiling back


 

Brolin - The Delta Album Artwork

Brolin – The Delta Album Artwork

La copertina è piuttosto particolare ed enigmatica.

Sembra quasi che Brolin voglia sfidarci al gioco delle tessere. Quello dove ce ne sono diverse da riposizionare in modo da ottenere l’immagine ch’era stata scomposta. Rappresenta, appunto, la scomposizione astratta di una faccia con una farfalla.

Quella di copertina, che inserisco anche più sotto, è la versione inedita della nostra Resli Tale che, come ogni volta, si lascia andare all’ascolto dell’album che le propongo per rappresentare le sue suggestioni.

cover originale di Resli Tale

cover originale di Resli Tale

 

Buon ascolto e buona settimana, ci sentiamo il prossimo mese!

#staytuned