E morì con un felafel in mano è una commedia drammatica, uno di quei film destinati ad avere un loro posto nel cinema.
Produzione Fandango che è già una garanzia.
Regia di Richard Lowenstein e ambientazione australiana.
Attore protagonista Noah Taylor, forse uno fra gli attori più particolari attualmente in attività.
Colonna sonora d’eccezione, in particolare Golden Brown dei The Stranglers, The mercy Seat e Into My Arms di Nick Cave.

E morì con un felafel in mano

E morì con un felafel in mano

Questa è la storia di Danny, scrittore trentenne che cerca con scarsi risultati di scrivere il suo primo libro. Si trova a dover cambiare diverse case e avrà modo di convivere e incontrare personaggi assurdi e grotteschi.

Fascisti, palestrati, comunisti, anoressici, omosessuali, femministi, anticonformisti, drogati che descrivono enfatizzandola un’intera generazione.

Si troverà coinvolto in relazioni sentimentali, a stringere amicizie improbabili, a vivere situazioni paradossali, a partecipare a feste con riti pagani, ad essere coinvolto in frodi finanziarie, ma rimarrà sempre flemmatico. Solo nell’ultima casa perderà il controllo. Forse questa è proprio l’unica nota dolente. Durante tutto il film infatti i dialoghi sono meravigliosamente surreali. Sicuramente uno dei suoi punti di forza (degno di nota è il lungo dialogo iniziale sulle Iene di Tarantino). Lo sfogo di Danny di contro non risulta perfettamente costruito e integrato, facendo perdere lo spessore alla scena che dovrebbe essere una delle principali.

Noah Taylor riesce perfettamente a dare vita a un personaggio affascinante ma al tempo stesso comune.

Si trova ad attraversare una crisi esistenziale che inevitabilmente si riflette sullo spettatore. Reagendo sempre con una distinta pacatezza, crea un forte contrasto con tutto quello che gli accade.
Gli altri personaggi del film, stravaganti, eccentrici e esasperati, sembrano essere delle personalità di Danny, come se fossero esternazioni che il suo carattere introverso gli impedisce di esprimere liberamente.

 

Put the fucking milk in the fridge Leave the fucking butter out of the fridge

Put the fucking milk in the fridge Leave the fucking butter out of the fridge