Iniziamo a conoscere i colori già dopo due mesi dalla nascita, ma bisogna aspettare all’incirca il compimento del primo anno perché si definiscano bene ai nostri occhi.

Scala colori per donne e uomini

Scala colori per donne e uomini

Uno studio pubblicato su Biology of Sex Differences ha confermato la predisposizione tutta femminile nell’identificare un maggior numero di sfumature, ed ha conferito agli uomini quella di distinguere meglio i dettagli delle immagini (probabilmente i campioni maschili sono stati estratti dalla nota classe supereroi 😀 ).

Al di là di queste curiosità, però, quello che spesso richiede molto tempo è la creazione dell’abbinamento perfetto. Finché abbiamo a che fare con due-tre tonalità colore la difficoltà è ancora gestibile. Come si può fare quando si tratta di accostarne un numero maggiore e, peggio ancora, abbiamo poco tempo per fare una quantità sufficiente di prove? In questi casi non c’è esame di teoria del colore che tenga, bisogna necessariamente farsi aiutare.

I più organizzati ricorrono a una propria libreria (suvvia, quanti ne conoscete?); i più scaltri si lasciano ispirare dalle gradazioni utilizzate per prodotti analoghi; pochi fortunati conoscono un discendente di A. Boogert, l’inventore della prima palette colore, pronto a suggerire facili ed efficaci soluzioni last second. Io invece preferisco ricorrere ad app mobile che mi offrono una selezione sempre aggiornata di combinazioni che difficilmente mi delude (la regia qui accanto mi suggerisce l’esistenza di appositi siti web che però non utilizzo, per cui preferisco parlarvi di quello che conosco meglio).

 

La prima app a cui ricorro di solito è ColorSchemer, tassativamente free, purtroppo destinata ai soli possessori di device iOS. Lascia sfogliare rapidamente una serie pressoché infinita di abbinamenti già belli e pronti, che si selezionano e restituiscono con un paio di tocchi i valori RGB ed esadecimali (HEX) di ogni colore.

L’app consente anche di: creare e, quindi, memorizzare palette composte da massimo 5 tonalità; e di ricavare i colori che ci interessano da un’immagine già nel dispositivo, o da una scena che abbiamo di fronte e fotografiamo. Poiché ColorSchemer è un po’ datata, le funzioni legate alle immagini fotografiche non sono compatibili con i più recenti device di casa Apple, per cui è un’altra l’app a cui mi affido per esigenze di questo tipo.

Color Snap è a sua volta gratuita ma, a differenza della prima, è sviluppata anche per Android. Già al primo accesso presenta le sue caratteristiche: acquisisce i colori attorno a noi e li matcha con lo schema Sherwin-Williams, competitor della più famosa Pantone; abilita alla selezione di massimo 8 colori dalle immagini presenti nella libreria del dispositivo; permette di consultare o ricercare nell’archivio i colori di cui abbiamo bisogno, inserendo il nome o il codice di riferimento; prevede il salvataggio delle tonalità preferite, previa registrazione.

Per chi necessita di un’app più professionale, che venga aggiornata periodicamente, consenta di memorizzare fino a 15 colori e che magari sia anche collegata a Photoshop, allora ColoRotate è sicuramente un’ottima soluzione mobile. Compatibile solo con iPad e acquistabile a 4,99 euro.

Ovviamente la lista delle app non si ferma qui ma grossomodo le funzioni si ripetono, cambia l’interfaccia grafica, i social network su cui condividere le proprie palette e i cataloghi di riferimento a cui rifarsi. Personalmente non amo intasare lo smartphone di cloni per ottenere minimi benefit aggiuntivi che difficilmente utilizzerò. L’importante è avere lo strumento giusto al momento giusto!