C’è crisi, ormai lo sappiamo bene. Crisi economica sicuramente, ma anche creativa e lo si vede ovunque, dalla televisione al cinema, passando per la pubblicità, e il mondo del fumetto non ne è esente.

Senza entrare nel dettaglio, come in tutti i momenti di crisi, si punta sul passato per correre un rischio minore. Così, tra il 2014 e il 2015, sono stati ristampati tantissimi fumetti degli anni ottanta, novanta e duemila, soprattutto manga, con nuove vesti grafiche e prezzi aggiornati.

Detta in questo modo potrebbe suonare male, però c’è del buono in tutto questo, ovvero la facile reperibilità di quelle serie che hanno accompagnato l’adolescenza (infanzia o maturità, a seconda dei casi) di molti, magari sotto forma di anime, la cui diffusione è stata interrotta o ha subito censura.

Una delle ristampe più interessanti dello scorso anno è sicuramente Trigun, di Yasuhiro Nightow, edito per la prima volta nel 1995 in Giappone e arrivato in Italia prima con l’anime, in onda su MTV dal 2000, e poi con il manga l’anno successivo.

 

Trigun

Illustrazione d’apertura del capitolo #1 di Trigun (edizione inglese)

 

Va subito detto che Trigun è un manga strano, con una storia editoriale ancora più particolare (soprattutto in Italia) che necessita d’essere narrata per capire l’importanza della sua ristampa.

In madre patria venne inizialmente serializzato sulla rivista Shonen Captain, ma rimase incompleto a causa della chiusura improvvisa della testata nel 1997. Successivamente, la Tokuma Shoten ne acquisì i diritti e, tra il 1997 e 1999, raccolse gli episodi pubblicati in soli tre volumi; nel 1998 Nightow fece pubblicare alla casa editrice Shonen Gahosha altri quattordici volumi della serie con il titolo di Trigun Maximum.

Trigun 1 e Trigun Maximum 1, copertine Dynamic Italia

In Italia è sembrato fossimo più fortunati poiché la Dynamic Italia, sulla scia del successo dell’anime, pubblicò il fumetto nella collana GUNS, così da mantenere i titoli, la numerazione e la dualità originali.

Sfortuna volle che, nel 2004, Trigun Maximum venisse interrotto al nono volume a causa dello scioglimento del Dynamic Group of Companies, con relativa perdita dei diritti editoriali.

Non è la sede giusta per raccontare la storia del gruppo Dynamic, basti sapere che ci vollero tre anni per fondare l’erede Dynit (fusione tra i nomi Dynamic e Italia) e le ormai defunte Shin Vision d/visual .

Trigun vol. 1 e 2, copertine Planet Manga

Trigun quindi rimase per diversi anni in quel limbo italiano tra la vita e la morte, insieme a tanti altri manga.
Che portasse sfiga? Poco importa, perché il peggio doveva ancora verificarsi.

Nel 2006 la J-Pop si occupò di ristampare Trigun Maximum in una bella edizione ancor più fedele all’originale. Ma, a causa della lentezza dell’autore nel realizzare le tavole, anche questa volta ci fu uno stop in corrispondenza della pubblicazione del numero 11.

Nel frattempo, nel 2007, la Panini/ Planet Manga acquisì i diritti della prima edizione, che pubblicò in due volumi molto corposi.

Quindi, ricapitolando, la ristampa della prima edizione era successiva a quella della seconda che tendeva ad essere incompleta.

Con ritardi davvero spaventosi, Trigun Maximum si concluse nel 2009, ma l’entusiasmo per questo manga era già passato. Entrambe le serie rimasero un po’ dietro le quinte, complice anche la confusione generale tra i lettori, i quali non si capacitarono bene di tutti questi sconvolgimenti.

Bisogna inoltre dire che, in questi dieci anni, la Panini realizzò solamente una ristampa, così da rendere difficilmente reperibili i primi volumi, mentre quelli della Jpop sono sempre stati disponibili.

Trigun Multiple Bullet, copertina Planet Manga

jpop

Trigun Maximum 1, copertina J-Pop

Per non farci mancare nulla, nel 2011 (2010 in Giappone) venne distribuito il film Trigun: Badlands Rumble e la Planet Manga pubblicò il volume singolo Trigun Multiple Bullet, manga che narra le vicende successive al film oltre a diverse storie autoconclusive disegnate da altri autori.

E così arriviamo al 2015.
In occasione del decimo anniversario della casa editrice, che coincide con il ventesimo del manga, la J-Pop ha pubblicato un volume celebrativo del numero 1 di Trigun Maximum, ad un prezzo eccezionalmente basso, mentre la Panini ha ristampato la prima serie Trigun con la copertina metallizzata, ad un prezzo eccezionalmente alto.

A distanza quindi di vent’anni, chi lo desidera può finalmente avere a casa tutta la serie completa. È un evento.

Ma vale davvero la pena leggere questo manga così travagliato?
La risposta è sì, inevitabilmente.

Oltre al valore affettivo nel leggere un fumetto vintage, Trigun è davvero bello e ricco di significato.

L’ambientazione è futuristica, quasi steampunk. Senza entrare troppo nei dettagli, narra le vicende del leggendario Vash The Stampede, detto il Tifone Umanoide, biondo pistolero con cappotto cremisi e una taglia da 60 miliardi di doppi dollari sulla testa.

Malgrado la pessima fama, Vash è una persona generosa, formidabile con la pistola ma che non uccide mai, anzi ha reso Love & Peace il suo il motto. Dietro l’aspetto bonario però si cela un doloroso passato, che verrà piano piano allo scoperto e coinvolgerà l’intera umanità.

Ad accompagnarlo in mille peripezie, personaggi secondari di tutto rispetto come l’imperturbabile Meryl Stryfe e l’enorme Milly Thompson, agenti della società assicuratrice Bernardelli incaricate di seguire il pistolero per limitare i danni da lui causati; o il tenebroso reverendo Nicholas D. Wolfwood, affascinante individuo al confine tra bene e male.
Anche i villain sono figure complesse, ricche di sfumature che talvolta non ci fanno cogliere a pieno il loro animo. È il caso del folle Million Knives o del crudele Legato Bluesummers, per citare i più importanti.

Personaggi principali

Alle avventure di questi e altri personaggi, fa da sfondo il pianeta Gunsmoke, chiamato anche No Man’s Land, il cui paesaggio si ispira palesemente a quello degli spaghetti western.

Illustrazione a pagina 4 del capitolo #0, edizione Dynamic Italia

I richiami alla cultura occidentale sono molteplici e si fondono perfettamente con la tradizione orientale. Yasuhiro Nightow stesso, nelle vignette finali in cui si rappresenta sotto forma di simpatica caricatura, dichiara il suo amore per il mondo americano, in particolare per Spawn a cui si ispira per lo spolverino logoro del protagonista.

Si potrebbe quindi dire che Trigun sia un manga pulp alla Tarantino, e all’interno ci sono davvero tutti gli ingredienti per farne un prodotto di genere di successo. Forse l’unico che manca è la classica storia d’amore, ma non se ne sente la mancanza perché, in modo inaspettato, questo fumetto è intriso di buoni sentimenti, senza mai risultare smielato.

Una scena del duello tra Vash e Legato, edizione J-Pop

Trigun è una perfetta miscela di azione, umorismo, mistero e drammaticità.
Unica nota negativa: il tratto dell’autore un po’ confusionario, soprattutto nei duelli.

Leggendo questo manga si ha come l’impressione che Yasuhiro Nightow abbia voluto creare un’opera molto personale con lo scopo di migliorare il mondo. Pretesa sicuramente azzardata, se non impossibile, ma c’è comunque molto da imparare dalle avventure di Vash The Stampede.

Innanzitutto credere fermamente nei propri principi, qualsiasi siano, anche se il mondo farà di tutto per dissuaderci. In secondo luogo, la tolleranza verso chi è diverso da noi: cercare di capire il punto di vista altrui e l’importanza della cooperazione. Terzo, anche se può risultare paradossale in un fumetto pieno di pallottole, il rifiuto della violenza, perché c’è sempre una via d’uscita pacifica, anche quando sembra impossibile.

Leggete quindi Trigun e Trigun Maximum, anche se pensate di non avere più l’età per farlo, ma soprattutto fatelo leggere ai vostri figli: se non altro è un manga che lascia il sorriso in bocca.

Leggete anche Trigun Multiple Bullet se ne avete il tempo: non aggiungerà nulla alla storia originale ma è sicuramente una lettura piacevole, che aiuta a comprendere l’importanza che ha avuto questo fumetto negli anni.

Love & Peace everybody.