Le vostre Type andranno un pò in vacanza.
Per allietarvi in questi giorni caldi e aiutarvi a sopportare la nostra mancanza, abbiamo pensato di farvi divertire un pò.

In queste settimane abbiamo conosciuto alcuni dei più grandi incisori.
Sarebbe piacevole, ora, giocare con loro e le loro immagini!
Potremmo usare questa tecnica artistica rimescolandola e capovolgendola in nuove forme, strumenti e fantasie.
Contaminiamo i fermenti dell’anima e la creatività della natura. Facciamolo anche con violenza espressiva e spaesamenti angosciosi o con grazia maliziosa.

Volete un aiutino?
Volete delle idee per giocare un pò?
Volete imparare da uno dei migliori?

Allora vi presentiamo il poliedrico Max Ernst. Pittore, incisore, collagista e scultore. Fu tra le maggiori figure del Dada e soprattutto del Surrealismo.
Ernst ci ha insegnato a ascoltare i messaggi che partono dagli angoli più nascosti della nostra vita. Lì dove abbiamo sepolto curiosità, creatività e il dono della meraviglia. L’immaginario irrazionale e capriccioso fra tenebre e luce.

Max Ernst - La ruota della luce, 1926

Max Ernst – La ruota della luce, 1926

 

Abbiamo già parlato di come l’incisione sia stata fondamentale per la stampa e per i libri illustrati.

Grazie a Ernst, è proprio un libro sorprendente quello di cui vi parleremo. Un universo parallelo, un’opera d’arte unica nel suo genere: “Una settimana di bontà”.
Questo volume d’artista comprende 182 immagini, composte da frammenti di incisioni, anche banali. Create con il collage, ritagliando minuziosamente frammenti da enciclopedie, romanzi, cataloghi, riviste, feuilleton dell”800 e del ‘900. Attinge anche a una serie di illustrazioni antiche di Sade, Fantômas, Doré e Grandville, senza disdegnare le copertine dei romanzi gialli.

Ernst crea e riassembla scene strane e sorprendenti. Il risultato finale sono esseri straordinari che si muovono in ambienti incantevoli. Mondi irreali sfidano la comprensione dei sensi e della realtà.

Una serie di illustrazioni affiancate da didascalie per costituire un “romanzo inciso a collage”. Giuseppe Montesano li definì:

«segnali devianti e pervertimenti del senso comune»

Sono immagini folte di fanciulle sensuali e innocenti, insidiate da tenebrosi allievi di Sade. Messieurs in abito nero e ghette, che nascondono manie vergognose. Sullo sfondo freme «la città piena di sogni» di Baudelaire e «lo spettro adesca il passante in pieno giorno».

A sinistra l'incisione originale: Alphonse d'EnneryIllustration of Martyre: Original for The Court of the Dragon 7 A destra: Max ErnstThe Court of the Dragon 7

A sinistra l’incisione originale: Alphonse d’EnneryIllustration of Martyre: Original for The Court of the Dragon 7
A destra: Max ErnstThe Court of the Dragon 7

L’uomo che incontra la mitologia e il regno animale.

Un allestimento onirico decisamente affascinante per i digital artist di oggi.

Ernst, con il suo montaggio fatto di accostamenti misteriosi e tagli oscuri, ha saputo trasformare il più cupo e luminoso erotismo. Un seno diventa un giocattolo e una capigliatura un sesso palpitante. Esaltazione del caso e di ebbrezza dell’analogia; una graphic novel per soli adulti/bambini, sommossa perenne del desiderio. Pagine perturbanti, dove i fantasmi del piacere hanno scollature abissali e le ossessioni si mutano in animali da preda. Dove un lenzuolo su un nudo è una cascata letterale e i rivoltosi dell’amore volano dagli abbaini.

A sinistra l'incisione originale: Sylvain Goudemare and Antoine-France ClaudeIllustration from Les Mémoires de Monsieur Claude [The Memoirs of Mr. Claude]. Original for The Lion de Belfort 28 A destra: Max ErnstThe Lion of Belfort 28

A sinistra l’incisione originale: Sylvain Goudemare and Antoine-France ClaudeIllustration from Les Mémoires de Monsieur Claude [The Memoirs of Mr. Claude]. Original for The Lion de Belfort 28
A destra: Max ErnstThe Lion of Belfort 28

Nell’opera “Una settimana di bontà” troviamo donne alate e uomini dalla testa di leone. La maggior parte di queste scene spettacolari descrivono morte, miseria, schiavitù, violenza e nudità, attraverso una visione distorta.

Ernst diede vita ad una serie di creature aliene immaginarie in contesti sorprendenti: serpenti che si sdraiano in un salotto, aristocratici dalla testa di leone, torrenti che scorrono all’interno di case e mutanti demoniaci.
Il tema principale rimangono sempre gli uccelli, che affascinarono Ernst in tutta la carriera artistica e letteraria.

Il volume è diviso in 7 parti, una per ogni giorno della settimana.
Ognuna mostra uno dei 7 elementi mortali, secondo Max Ernst, fra i quali il fuoco e l’acqua.

Potere, violenza, tortura, omicidi e catastrofi costituiscono i temi dominanti.

Non mancano i timori per la sua epoca e sembra proprio voler denunciare una società che dimentica. Mischia allegorie, mitologia, Genesi, racconti di fate e leggende, ma anche frammenti di sogni e di mondi poetici.
L’opera attraversa i temi della sessualità, l’anticlericalismo, il ripudio della famiglia e della borghesia, il rifiuto del patriottismo.
Sul finire ritorna a soggetti onirici e poetici, che possono essere intesi come un inno alla libertà, al sogno, alla fantasia e alla voluttà degli occhi.

Le prime quattro pubblicazioni, purtroppo, non riscossero il successo sperato.
Gli ultimi tre “giorni” furono, perciò, riuniti in un quinto e ultimo quaderno.

 

I libretti furono iniziati nel 1929 e pubblicati nel 1934, ognuno rilegato in tono diverso: viola, verde, rosso, blu, giallo.
Un colore per ogni quaderno conferisce all’opera un tratto distintivo.
Le maschere (testa di leone, testa d’uccello) e gli elementi (acqua, drago, gallo) identificano i giorni della settimana.
I sette elementi simbolici, introdotti nel titolo di paragrafo (fango, acqua, fuoco, sangue, nero, vista e ignoto) rappresentano un altro mezzo per strutturare il libro.

 

 

Primo quaderno: DOMENICA “Il leone di Belfort”
Elemento: Il fango

Ernst si discosta dalla cronologia della Genesi, facendo iniziare la settimana dalla domenica. Tutto precipita in un’orgia di violenza, di blasfemia e di morte.
L’elemento associato a questo giorno, il fango primitivo, è in totale contrapposizione con il giorno di riposo del Creatore.

Questo capitolo esplora gli ambienti più disparati per studiare il rapporto tra i sessi. La persecuzione, il furto, la seduzione, la tortura, il castigo e la morte sono gli aspetti prevalenti. La figura ricorrente è l’uomo a testa di leone, simbolo di potenza. Ornato di medaglie, di decorazioni e perfino del Sacro Cuore. Questo essere ibrido incarna, l’autorità sociale, pubblica e religiosa.

Piccola digressione: quel leone non vi ricorda TigerMan?

 

Secondo quaderno: LUNEDÌ “L’acqua”
Elemento: L’acqua

La violenza umana della prima sezione lascia spazio alla forza della natura.
L’acqua distrugge i ponti, inonda le strade, s’infiltra nelle camere, negli appartamenti e trascina via gli umani.
Qui la donna è regina.

 

Terzo quaderno: MARTEDÌ “l fuoco”
Esempio: La corte del drago

La storia ha inizio nella “corte del drago” a Parigi. Prosegue all’interno della grande borghesia. I draghi e i serpenti vivono accanto agli esseri umani. Tutti sono provvisti di ali di drago, di pipistrello e d’angelo. Il fuoco delle passioni, che si contrappone alla forza dell’acqua, conduce a tragedie. Ne sono simbolo gli  animali immersi in quest’inferno borghese.

I disegni surreali che appaiono sulle pareti e sui pannelli esprimono sogni, timori e desideri reconditi della borghesia.

Max ErnstLa corte del drago 4

Max ErnstLa corte del drago 4

 

Quarto quaderno: MERCOLEDÌ “Il sangue”
Esempio: Edipo

Il personaggio mitico di Edipo è qui raffigurato con una testa di uccello. I collage narrano la sua storia, in particolare l’assassinio del padre e l’enigma della sfinge. Il più famoso tra questi tratta il tema della ferita ai piedi che i genitori di Edipo avevano inflitto al figlio per assicurarsi che, dopo essere stato abbandonato, non facesse ritorno.
Raccolto ed adottato da Polibo, il re di Corinto, il giovane viene chiamato Oedipous che, in greco antico, significa “piede gonfio”.

In Ernst, la scena della ferita, frutto di una trasposizione surrealista, mostra l’uomo-uccello che, con un pugnale, trafigge il piede di una donna nuda.

Seconda digressione: questo uomo uccello non vi ricorda il nostro amato Labadessa?

 

Ultimo quaderno: GIOVEDÌ, VENERDÌ, SABATO “Il nero”
GIOVEDÌ
Esempio: Il riso del gallo

“Talvolta, chi di loro è allegro, rivolge il didietro al cielo e lancia i suoi escrementi in faccia agli altri uomini; quindi si percuote leggermente il ventre”
Marcel Schwob (L’Anarchia)

“Il riso è probabilmente destinato a scomparire”
Marcel Schwob (Il riso).

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Esempio: L’isola di Pasqua

“Le pietre sono colme di viscere. Bene. Bene”
Arp

Ancora una volta, Max Ernst ricorre a simboli per rappresentare le varie forme di potere. Nella prima serie, il gallo, emblema francese, simboleggia lo Stato. Nella seconda, le teste dei personaggi crudeli, si trasformano in idoli di pietra dell’isola di Pasqua.

Max Ernst L'isola di Pasqua

Max Ernst L’isola di Pasqua

 

VENERDÌ
Esempio: L’interno della vista
Tre poemi visibili


“Se tre è maggiore di 6, disegnate un cerchio intorno alla croce, e se l’acqua spegne il fuoco, tracciate sulla candela un marchio di sigillo, passando sopra il coltello, poi fate una croce sulla scal”
Prof. O. Decroly e R. Buyse Les tests mentaux (I test mentali)

Alle scene movimentate delle serie precedenti subentrano, immagini emblematiche. Composizioni formate da elementi eterogenei, posti sopra un foglio bianco. Per collegarli tra loro, l’artista completa gli spazi intermedi con l’inchiostro o con la matita. Creando come regola generale una scena che ricorda un paesaggio dalle ampie dimensioni.

Primo poema visibile

“E io oppongo all’amore – Immagini già fatte – Invece di immagini da fare”
Paul Eluard (Come due gocce d’acqua)

Max Ernst - Une semaine de bonté

Max Ernst – Une semaine de bonté

Secondo poema visibile

“Un uomo e una donna assolutamente bianchi”
André Breton (le revolver à cheveux blancs)

Max Ernst - Une semaine de bonté

Max Ernst – Une semaine de bonté

 

SABATO
Esempio: La chiave dei canti

Donne in trance si alzano dai loro giacigli ed escono dalle loro camere per innalzarsi in volo. Ogni tipo di pesantezza, caratteristica della realtà, è abolita. Mediante queste figure inarcate, Max Ernst illustra la passione surrealista per l’isterismo, patologia liberatoria ed ispiratrice.

“Il problema della donna è, al mondo, tutto ciò che c’è di meraviglioso e conturbante”
(André Breton, Manifesti del surrealismo, Parigi, Jean-Jacques Pauvert, 1962)

Max Ernst - La chiave dei canti

Max Ernst – La chiave dei canti

 

“Una settimana di bontà” è una delle opere principali dell’arte surrealista del XX secolo. In essa si esprime tutta la volontà di Max Ernst di contravvenire alle categorie stabilite e di abolire le frontiere tra i generi.
Due progetti artistici che a nostro avviso han fatto tesoro di questo patrimonio sono www.theisidoretarot.com e www.collater.al/alvvino

Suggerimenti e proposte: ora tocca a voi! Prendete qualche incisione dei gradi artisti e create i vostri collage. Se vi va, potete poi inviarli alla pagina della Massoneria Creativa a questo link.

Buone Vacanze!