Bentrovati affezionati lettori della rubrica sulle arti grafiche.
Questa volta le vostre Type, vi portano in America a conoscere Elizabeth Catlett e il Taller de Gráfica Popular.
Alice Elizabeth Catlett (1915-2012), nata a Washington, trascorre quasi tutta la vita in Messico.

La sua arte racconta in maniera radicalmente antropologica e sociale la sua esperienza di donna afro-americana, cresciuta in un periodo di segregazione diffusa.

Le difficoltà incontrate dalla madre, vedova con tre figli e il rifiuto di ammissione, nonostante la borsa di studio, per cause raziali, ai corsi del Carnegie Institute of Technology di Pittsburgh, non le fanno fare marcia indietro! NO. Neanche per idea! Elizabeth non rinuncia e, dopo qualche sacrificio economico, si iscrive alla Howard University, privata, storicamente “nera”, ma aperta a tutti, senza distinzioni di sesso e razza.

Si laurea nel 1935 con il massimo dei voti.
La sua rivelazione arriva cinque anni più tardi, presso l’Università dell’Iowa, dove consegue il “
Master of Fine Arts” in scultura.
È il pittore
Grant Wood, suo insegnante, che la incoraggia a concentrare la sua arte su ciò che conosce meglio e a rappresentarla con diversi medium. Catlett, quindi, oltre alla scultura, prima e costante passione, inizia a realizzare anche incisioni traendo ispirazione da ciò che meglio conosce: la vita degli afro-americani.

I have special reservations-1946, linocut

I have special reservations-1946, linocut

 

Già dalla fine degli anni ’30 nelle sue opere si colgono influenze della scultura di Henry Moore, dai manufatti pre-colombiani, all’arte populista di Diego Rivera e José Clemente Orozco.

The Black Woman - 1946

The Black Woman – 1946

Nel 1946, una borsa di studio dalla Fondazione Rosenwald le permette di trasferirsi a Città del Messico. Inizia la collaborazione ventennale con il Taller de Gráfica Popular (TGP – l’Officina di Grafica Popolare), un laboratorio di stampa fondato nel 1938, per iniziativa di un gruppo di pittori guidati da Leopoldo Mendez.

Il TGP nasce con lo scopo di divulgare l’arte tra gli strati sociali più poveri della popolazione.

Attraverso tecniche come l’incisione su linoleum e la litografia, che potevano essere realizzate a basso costo e distribuite in larga scala, diffondeva opere dai contenuti politici e sociali.

Divenenta un punto di riferimento per la storia e lo sviluppo della comunicazione sociale e non solo, in Messico e in America Latina.

Qui Catlett realizza la serie The Black Woman. Si tratta di una suite pionieristica di quindici incisioni su linoleum che racconta la vita delle donne afro-americane, ritratte come madri-lavoratrici, forti e coraggiose.

La serie sui lavoratori messicani è anch’essa rappresentativa delle lotte per i diritti. In ritratti come Sharecroppers (Mezzadri), Catlett da con segni decisi, come solchi scavati sulla terra, forza e dignità al lavoratore oppresso, riconoscendolo come una fonte di potere.

Sharecopprer (Mezzadri)

Sharecopprer (Mezzadri)

 

Elizabeth è vicina al movimento Black Panther e sempre impegnata sul fronte dei diritti civili. L’attivismo politico non le ha certo risparmiato problemi, come l’arresto, nel 1949, insieme ad altri espatriati. Durante uno sciopero dei lavoratori delle ferrovie a Città del Messico, nel 1971, dovette ottenere un visto speciale per assistere all’apertura della sua personale al Museum Studio ad Harlem.
L’attivismo politico degli anni ’60 e primi anni ’70 è visibile in una varietà di opere realizzate in quegli anni: Black Unity, Homage to My Young Black Sisters, Target, e The Torture of Mothers.

 

Per quasi settanta anni Elizabeth Catlett, più che nell’originalità, si è spesa nel dare una dimensione sociale alla sua arte, creata sempre a sostegno dei diritti civili, negli Stati Uniti così come in Messico.

Nel 2003, il Centro Internazionale di Scultura le ha conferito il premio alla carriera.

“Ho sempre fatto arte per la mia gente – per stimolarla a riflettere e renderla consapevole della nostra forza. “

Le sue opere sono state esposte nei musei di tutto il mondo, tra cui: MoMA, Metropolitan Museum di New York, High Museum di Atlanta, Museo d’Arte Moderna di Città del Messico e Museo Nazionale di Praga.